Succede all’Università statale di Milano in queste ore: gli studenti del collettivo “Cambiare rotta” hanno di nuovo montato alcune tende, nel cortile di via Festa del Perdono, per protestare contro il metodo adottato per l’assegnazione dei posti negli studentati pubblici.
Più precisamente, secondo i manifestanti i criteri di merito, considerati nell’assegnazione degli alloggi, “violano il diritto allo studio”, che è di tutti. “Oggi uno studente ha piantato la tenda in università perché, nonostante fosse in linea con la media nazionale dei CFU, ha perso il posto in studentato a causa degli stringenti criteri di merito imposti dalla Regione.
Già la presenza dei criteri di merito è una violazione del diritto allo studio che dovrebbe permettere agli studenti che ne hanno bisogno di essere alla pari con gli altri, e non subire un ricatto”, si legge in una nota diffusa via social dal collettivo.
Le motivazioni della protesta si estendono anche ai rincari degli affitti a Milano, costi spesso insostenibili per gli universitari fuori sede.
E la polemica si solleva anche contro i 63mila posti letto creati con i fondi del PNRR, che tuttavia non riguardano gli studenti che non rientrano nei criteri del DSU, il Diritto all’Istruzione Universitaria, e per i quali l’affitto mensile di una casa si aggira attorno ai 700 euro.
Secondo “Cambiare rotta” gli studentati dovrebbero essere gratuiti.



















