martedì, 13 Ottobre 2026
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Il sindaco di Legnano a Roma interviene sull’uso dell’IA nella pubblica amministrazione

“L’innovazione digitale e il PNRR hanno aperto un percorso di cambiamento per gli Enti Locali. L’AI Act europeo e le Linee guida dell’Agid sull’uso della Intelligenza artificiale nella Pubblica Amministrazione hanno dato il via a una nuova fase: ora è il momento di passare dalle intuizioni per la transizione digitale alla progettazione di una strategia per realizzare un cambiamento sistemico usando l’intelligenza artificiale.

È tempo che anche i Comuni medio piccoli inizino a correre, per non restare indietro. Serve farlo valorizzando i progetti e le esperienze già maturati nei comuni più grandi, per evitare il rischio che si sta profilando di creare un’Italia a due velocità: dove i Comuni medi e piccoli restano fermi diventando delle nuove “aree interne digitali”, ha detto il sindaco di Legnano, Lorenzo Radice, intervenuto nelle scorse ore al convegno nazionale promosso da ALI, Autonomie Locali Italiane, AI4PA (Associazione Italiana per l’Intelligenza Artificiale nella Pubblica Amministrazione) e UPI (Unione delle Province), intitolato “L’intelligenza artificiale nella PA locale: prime applicazioni, vincoli e prospettive”.

Secondo Radice ai Comuni piccoli e medi serve un supporto per elaborare una visione pubblica di territorio. L’intelligenza artificiale può promuovere efficienza, coesione sociale e valore pubblico. Anziché “isolate smart city”, si potrebbero creare “smart land”: territori in cui legare e condividere risorse, competenze e know how che nessun Comune da solo avrebbe, colmando il divario tra grandi città e Comuni medio-piccoli sviluppando progetti concreti.

Radice ha indicato l’importanza di procedere su questa linea per ridurre le asimmetrie operative e conoscitive col mercato dei provider di soluzioni, al fine di dare a tutti i Comuni la possibilità di attuare percorsi pensati dalla PA e non dalle offerte del momento presenti sul mercato.

“La direzione da seguire passa da una visione pubblica condivisa, fondata su collaborazione tra enti, scambio di competenze, strumenti comuni e progetti di capacity building. Dobbiamo creare veri e propri “sandbox” amministrativi, ambiti nei quali sperimentare risposte a bisogni concreti in linea con le missioni del PNRR. Tutto ciò che funziona nei territori va messo a sistema, come leva per accelerare il cambiamento. Solo così può ripartire il protagonismo dei territori”.

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