martedì, 13 Ottobre 2026
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Uniti per San Giorgio stringe il suo legame con i sangiorgesi: il paese merita rispetto. Perchè sono anonime le lettere ai consiglieri?

Mentre prosegue con la cura e l’attenzione di sempre il mandato all’opposizione in Consiglio comunale a San Giorgio su Legnano, per la compagine Uniti per San Giorgio, presente tra gli scranni con i consiglieri Adriano Solbiati e Samuele Trevisan, in queste settimane il gruppo sceglie di raccontare come stanno le cose, o meglio, lo stato dei lavori in merito ad alcuni progetti avviati dalla giunta Ruggeri, secondo alcune analisi condotte con la consultazione degli atti.

Ed alcune verifiche sono state sollecitate proprio dai cittadini.

Cosa sta accadendo a San Giorgio su Legnano? Mancanza di chiarezza da parte del governo locale? Necessità di maggiore trasparenza sui progetti e sulla comunicazione? Tutto può essere, ma a quei cittadini urge dare risposte.
I temi suggeriti vanno dalla sicurezza alla viabilità, dalla sanità all’ambiente, alla socialità.

“Nel giro di poche settimane, il gruppo consiliare Uniti per San Giorgio ha sollevato una serie di questioni politiche e amministrative che, a giudicare dalla reazione della maggioranza, devono aver colto nel segno. Dal PGT ai contributi alle associazioni, passando per la RSA e l’uso degli spazi pubblici. Curiosamente, più parliamo, più i cittadini ci scrivono. Ma in privato. E in forma anonima, un chiaro segnale del clima che si respira.

Chiediamo all’Amministrazione di rispondere alle osservazioni, chiediamo di garantire la trasparenza degli atti e l’accesso pieno e funzionante agli strumenti digitali, di rispettare il pluralismo nell’uso degli spazi pubblici e nella gestione dei contributi, di affrontare con serietà e apertura il tema della RSA e della rigenerazione urbana, di ristabilire un clima di fiducia, dove i cittadini possano sentirsi liberi di partecipare senza timore”, si legge in una nota.

E ancora: “C’è stato un momento preciso in cui la narrazione della “lista civica neutrale e moderata” è caduta. È successo quando, in Consiglio comunale, abbiamo chiesto un minuto di silenzio per Sergio Ramelli, giovane vittima di un omicidio politico negli anni ’70. La risposta? Un secco rifiuto. Un gesto minimo è stato rifiutato in nome di una memoria selettiva. In quel momento, la natura politica di sinistra della lista è emersa con chiarezza. Basta ricordare che lo stesso gruppo ha concesso il PalaBertelli per l’assemblea della sinistra sindacale della CGIL, un evento politico nazionale, ospitato in uno spazio pubblico che dovrebbe essere a servizio della collettività.
Durante l’incontro pubblico sul nuovo Piano di Governo del Territorio, abbiamo espresso perplessità sulla scelta dell’area ATI2 per nuove funzioni industriali. Una zona priva di infrastrutture, difficile da raggiungere, vicina a residenze e con un forte impatto sulla viabilità. Abbiamo proposto di valutare invece l’area ATI1, già urbanizzata e logisticamente più idonea. Ma l’incontro, che avrebbe dovuto essere un’occasione di ascolto e confronto, si è rivelato un momento profondamente scoraggiante e per certi versi scandaloso. Cittadini derisi, domande ignorate, tono sminuente e nervosismo visibile da parte dell’Amministrazione, che di fronte alle critiche ha alzato la voce per sottrarsi a un confronto civile.

Oggi ci si prepara ad inaugurare la Casa delle Associazioni nell’ex municipio, con segnali chiari di gestione selettiva. Chiediamo che le regole per l’accesso siano chiare, trasparenti e uguali per tutti, senza filtri o preferenze informali.

Nel frattempo, attraverso un accesso agli atti, abbiamo scoperto che l’assessora Comerio ha votato a favore di un contributo comunale di 1.700 euro all’associazione “Città Invisibili”, presieduta, come risulta, dal proprio consorte. Una decisione che configura un chiaro conflitto d’interessi, come definito dall’articolo 78 del Testo Unico degli Enti Locali”.
Sembra essercene abbastanza, per capire questo bisogno di chiarezza.

Decine di cittadini hanno iniziato a scrivere ai due consiglieri: segnalazioni, racconti, domande. Ma quasi sempre in forma privata, spesso anonima. Un altro elemento che non può essere ignorato: “Se in un piccolo Comune come il nostro le persone evitano di esporsi, significa che qualcosa nel rapporto tra Amministrazione e cittadinanza si è incrinato”.

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