È ufficiale: l’estate 2025 celebra il grande ritorno di uno dei pattern più iconici e senza tempo della storia della moda, i quadretti Vichy che con la loro energia fresca e retrò, tornano a dominare le passerelle e le strade, rinnovati in chiave moderna ma fedeli al loro charme vintage.
Il nome di questa notissima stampa deriva dalla città francese di Vichy, famosa per le sue acque termali. Originariamente utilizzato per le tovaglie degli anni ’50, questo pattern a quadretti bianchi e colorati si è rapidamente affermato nel guardaroba femminile grazie alla sua semplicità elegante e alla sua aria un po’ bucolica.
A fargli fare il boom sarà una delle dive più amate dell’epoca, Brigitte Bardot, che negli anni ’50 indossò un abito Vichy per il suo matrimonio con Jacques Charrier e consacrò il pattern come simbolo di femminilità e freschezza.
Negli anni ’60 e ’70 stilisti come Valentino e Jean Paul Gaultier rintrodussero il Vichy in chiave più audace, conferendogli uno status da capo cult.
Oggi, a distanza di decenni, questa stampa è più viva che mai pronta a vestire nuove generazioni con la sua carica nostalgica e versatile.
Come indossare i quadretti vichy a qualunque età?
La bellezza del Vichy sta proprio nella sua incredibile adattabilità, può essere indossato dai 18 anni in su giocando con volumi e accessori.
Le più giovani e audaci potranno puntare su mini abiti o top corti con quadretti in colori vitaminici come il rosso o il turchese, da abbinare a sneakers bianche e accessori minimal.
Perfetti anche i vestiti midi o le gonne a ruota, da mixare con sandali o espadrillas per un look romantico ma fresco.
Le over 40 potranno invece optare per blazer sartoriali o pantaloni a sigaretta con quadretti Vichy in tonalità più sobrie come il beige o il blu navy, abbinati a camicie bianche o top monocromatici per un effetto chic senza tempo.
Le senior potranno essere alla moda con cappotti leggeri o vestiti lunghi in tessuti fluidi e colori pastello ideali per valorizzare la figura senza rinunciare alla comodità.
I quadretti Vichy sono davvero democratici, ma è importante scegliere la giusta taglia del pattern e la palette cromatica più adatta al proprio incarnato e corporatura.
Ad esempio i quadretti più piccoli stanno meglio a chi ha una silhouette minuta o è di statura bassa, perché non rischiano di “schiacciare” la figura.
Dimensioni più grandi saranno perfette per chi ha una presenza più forte o è alta, per evitare che il motivo sembri troppo dispersivo.
Per quanto riguarda i colori se sono accesi come il rosso o il fucsia donano vivacità a pelli chiare, mentre i toni più neutri e pastello esaltano chi ha incarnati caldi o mediterranei.
Non è soltanto un trend di strada: nell’estate 2025 alcune delle passerelle più importanti hanno accolto con entusiasmo il ritorno dei quadretti Vichy.
Dior ha presentato in anteprima una serie di abiti midi e blazer con quadretti Vichy in bianco e blu, un omaggio al mood provenzale e sofisticato.
Jacquemus maestro nel reinterpretare lo stile francese con ironia e freschezza ha scommesso su mini abiti e camicie oversize a quadretti color pastello, perfetti per l’estate.
Ganni, brand amatissimo dalle influencer più cool, ha inserito il Vichy in look casual chic con gonne a ruota e top cropped, giocando su combinazioni di colori insolite e fresche.
Anche Valentino è tornato a esplorare il Vichy nelle sue collezioni resort proponendo capi fluidi e romantici in tessuti leggeri, ideali per un’estate da sogno.
Per chi vuole entrare in punta di piedi nel mondo del Vichy, il pezzo imprescindibile dell’estate è sicuramente il vestito midi, rigorosamente in cotone leggero o lino. Semplice, versatile e fresco, è il capo perfetto per passare dal brunch all’aperitivo, da abbinare con sandali flat o tacchi bassi per un look sofisticato ma easy.
Per coloro che preferiscono un approccio più discreto, il blazer o la camicia sono ottime alternative per aggiungere un tocco di stile retrò senza esagerare.
Dai grandi nomi della moda alle passerelle più urban, il Vichy è pronto a conquistare tutti.
Pronti a indossare un po’ di storia?

















