Imprenditore ad oltranza di quelli che per certi versi non ce ne sono più, Carlo Vichi, titolare della Mivar, 94 anni, ha lanciato nei giorni scorsi una proposta alla Samsung che nella sostanza suona così: la Mivar in cambio di una nuova produzione di televisori in Lombardia.
La nota e storica azienda di Abbiategrasso, ha risentito pesantemente, come numerose altre, della crisi economica e finanziaria degli ultimi anni. Ma Vichi non ha mai cessato di credere, seppur con consapevolezza della situazione generale, in una ripresa, vera, autentica, per il rilancio della sua fabbrica e del territorio, con la ricaduta sul fronte occupazionale locale che ne deriverebbe.
Così l’invito pubblicato sulla home page del sito della Mivar in due lingue: “Signori imprenditori asiatici, siete gli unici costruttori della componentistica elettronica. Venite a rendervi conto dei vantaggi che potreste avere assemblando in Italia 3 milioni all’anno dei vostri televisori, la Mivar vi con cederebbe l’uso gratuito di un complesso industriale unico al mondo in provincia di Milano, come pure il supporto necessario a una vostra presenza in Italia. Il Governo stesso darà il benvenuto ad una industria costruttrice di televisori.
Signor presidente della Samsung, mandi un suo incaricato a verificare personalmente come stanno le cose, non le costerà nulla”.
Gli spazi per una nuova azienda non mancano, tra la sede storica della Mivar del 1968, in via Dante ad Abbiategrasso, e la nuova degli anni ’90 a Bereguardo, e si potrebbe ipotizzare lavoro per circa un migliaio di persone.
Carlo Vichi si è detto in attesa di una risposta. Ma forse, a questo punto, non soltanto lui.

















