Secondo quanto stabilito da Arera, l’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente, dall’1 marzo 2026 il prezzo di riferimento del gas per i vulnerabili sale del 19,2% rispetto a febbraio.
“E’ il quarto maggior rialzo di sempre e il terzo prezzo più elevato dall’inizio delle serie storiche. E’ gravissimo che il Governo si sia voltato dall’altra parte, abbandonando gli italiani al loro destino, perseverando con un decreto bollette stracciato dagli eventi e che nel breve periodo peggiora addirittura le cose, visto che abbassa il bonus straordinario delle bollette della luce da 200 a 115 euro. A questo va aggiunto che quanto accaduto nel 2022 ci insegna che nel mercato libero, in media, i rialzi, per chi ha un contratto a prezzo variabile, saranno ancora peggiori.
La bolletta di marzo sarà astronomica. A salvare poi gli italiani nei prossimi mesi c’è il fatto che, per fortuna, il 15 aprile finirà la stagione termica, altrimenti i guai sarebbero stati ancora peggiori”, afferma Marco Vignola, vicepresidente dell’Unione Nazionale Consumatori, commentando i dati di Arera.
Secondo lo studio dell’UNC, per il nuovo utente tipo che consuma 1100 metri cubi di gas, il +19,2% significa spendere, in teoria, 232 euro (+232,32 euro) in più su base annua, nell’ipotesi di prezzi costanti per i prossimi 12 mesi. La spesa totale annua (non, quindi, secondo l’anno scorrevole, ma dal 1° marzo 2026 al 28 febbraio 2027) decolla così, per i vulnerabili, a 1441 (1440,7) euro che, sommati ai 605 euro della luce, determinano una stangata complessiva annua pari a 2.046 euro.
Se il prezzo del gas sale oggi del 19,2%, rispetto ai tempi pre-crisi del marzo 2021 è oggi superiore dell’84,8%, mentre rispetto al mese di marzo più caro, quello del 2022, in base alla nuova serie storica ricostruita secondo il nuovo cliente tipo, è inferiore solo del 4,8%.


















