“E’ inaccettabile la discesa al ralenti che si sta registrando sia per il petrolio, sia, soprattutto, per i carburanti. In entrambi i casi c’è una doppia velocità vergognosa”, afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.
“Per il petrolio è chiaro che prima di avere un aumento dell’offerta reale passeranno mesi, ma dal 14 giugno e ancor di più dal 17 giugno con la firma ufficiale dell’accordo Usa-Iran, è svanito il premio al rischio geopolitico che in precedenza aveva fatto gonfiare i prezzi in un istante, mentre ora, a seconda del benchmark di riferimento, ha consentito un calo, da venerdì 12 giugno a oggi, che fluttua tra il 6,5 e il 10,2%”, spiega prosegue Dona.
Come si legge in una nota diffusa dall’UNC, va decisamente peggio, però, per i carburanti, perché comunque, in valore assoluto, oggi il petrolio è quotato quasi ovunque sotto gli 80 dollari, mentre in autostrada il gasolio si vende ancora oltre i 2 euro (2,044).
“Dal 12 giugno a oggi, secondo la nostra elaborazione sulle medie MIMIT, il calo è stato di poco più del 2%, -2,06% per il gasolio in autostrada in modalità self service, pari a 4,3 centesimo al litro, equivalenti per un pieno di 50 litri ad un risparmio di appena 2 euro e 15 centesimi, una miseria. Per la benzina in autostrada la riduzione è del 2,26%, -4,5 centesimo al litro, pari a 2 euro e 25 centesimi a rifornimento. In alcune regioni, come il Molise, è andata ancora peggio: la benzina è scesa dell’1,62%, appena 3,1 centesimi al litro, 1 euro e 55 centesimi a pieno.
Per questo il ministro Urso, invece di dichiarare che le condizioni che hanno portato il Governo a tagliare le accise “sono superate”, farebbe bene a convocare al MIMIT le compagnie petrolifere almeno per esercitare una moral suasion”.
Per la benzina la regione peggiore, che ha avuto la variazione più bassa dal 12 al 19 giugno è il Molise. Al secondo posto la Valle d’Aosta (-1,83%, -1,75 euro a pieno); al terzo posto la Campania (-1,94%, -1,85 euro a pieno).
Per il gasolio, al primo posto la Campania (-2,11%, pari a -2,10 euro a pieno), seguita dalla Valle d’Aosta e dal Molise.




















