Il romanzo intitolato “Ti Lascio la luce accesa” è stato pubblicato nel 2021 dalla Casa editrice Nord, ed è nato dalla fantasia di Helen Cullien, tradotto da Elisa Banfi. La storia ruota attorno all’accettazione del dolore e alla forza riparatrice dell’amore familiare, e arriva al cuore del lettore piano piano, con lo stile dell’autore che trascina nella vita dei sopravvissuti con dolcezza.
Ambientato in Irlanda, in un piccolo paese dove tutti si conoscono, dove il freddo è pungente e il rumore del mare seduce. Qui vive Murtagh che lavora come vasaio. L’artigiano sta preparando il Natale del 2005, con i quattro figli, manca soltanto la moglie, che a volte si sente soffocare e si allontana volutamente da tutti. Quei momenti sono di crisi.
Passa del tempo e la moglie Maeve non arriva, soltanto ore dopo il mare restituisce il suo corpo esanime.
La moglie era ammalata di depressione da sempre, ma il marito credeva che lei fosse abbastanza forte per resistere, senza capire che si stava spegnendo sempre più velocemente.
Rimasto solo sull’isola a fare il vasaio, dopo circa dieci anni passati tra i sensi di colpa, i figli sono incapaci di capirlo e danno la colpa al padre di non avere aiutato la madre. L’uomo odia il Natale e l’isola.
Murtagh un giorno riceve una telefonata da un vecchio amico e scopre così un segreto, che gli ridà quel bagliore di luce che aveva quasi dimenticato. Con questa rivelazione, tutta la famiglia scopre che le cicatrici possono essere trasformate in qualcosa di meglio, come nell’arte del Kintsugi si riempiono le crepe dei vasi rotti con polvere d’oro e argento, ricomponendoli e valorizzandoli.
Riacquisire la felicità è sempre possibile anche quando si è convinti di averla persa per sempre.



















