Hanno aperto da poco tempo, ma sembra già funzionare, uno studio dedicato al disbrigo delle pratiche per gli stranieri. Loro sono Mariglena Tola e Vjola Spaho, amiche di Aleks Vulaj, che abita a Legnano, conosciuto per essere tra i referenti della comunità albanese locale.
Ed è proprio lui a chiedere anche a Settenews che si racconti la storia delle due connazionali, che come altre, di cui si è interessata anche una recente trasmissione televisiva su un canale Rai, offrono un esempio di integrazione e lavoro, oltre ogni pregiudizio.
“Ho incontrato recentemente due giovani donne e amiche, che conoscevo già da quando lavoravano al nostro consolato albanese di Milano. Dopo anni di esperienza lavorativa hanno deciso di aprire uno studio per il disbrigo pratiche per gli stranieri alle porte di Milano. Le paure non mancano, mi ha raccontato Mariglena, la più grande tra le due, spiegando che tra loro si fanno coraggio, perché ogni inizio ha le sue difficoltà.
Mariglena è di Durazzo, Durres, da 17 anni in Italia ed è cittadina italiana a tutti gli effetti. Laureata in scienze politiche ed economia internazionale, con un master in immigrazione e strategie di integrazione al Università di Pavia. Tra diverse esperienze lavorative spiccano in particolare quella di mediatrice culturale al consolato albanese, e allo sportello stranieri alla Prefettura di Pavia. Vjola Braho è di Berat, in Italia ormai da 13 anni con una laurea in comunicazione interculturale e multimediale. Ha lavorato per più di cinque anni al nostro consolato di Milano, sportello stranieri.
Il loro studio è stato avviato lo scorso novembre, ed offre tanti servizi ad un costo accessibile a tutti, e per tutti i cittadini stranieri che vivono e lavorano in Italia”, racconta Vulaj, intenzionato a sottolineare come la storia delle due donne possa dare speranza, “perché ho visto nei loro occhi non solo voglia di fare, di buttarsi in qualcosa di nuovo affrontando i rischi che comporta, ma anche il forte desiderio di collaborare con tutte le realtà e le istituzioni presenti sul territorio. E si vede chiaro che loro sono integrate bene qui: ora lavorando aiutano gli altri stranieri a fare altrettanto”.
















