lunedì, 30 Gennaio 2023

No alla guerra: lo grida tutto il mondo. Anche i russi. Possibile un negoziato

(Foto ANSA)

Mentre non cessa l’invasione russa dell’Ucraina, oggi al secondo giorno di manovre militari ed attacchi aerei, in tutto il mondo si stanno svolgendo da ore manifestazioni che chiedono la cessazione del conflitto e delle bombe.

La popolazione ucraina si sta rifugiando nei bunker improvvisati, sia nei paesi, sia nelle città. A Kiev, la capitale, mentre i soldati russi nelle scorse ore, dopo aver occupato Chernobyl, si stavano già avvicinando ai palazzi del Governo, i residenti sono per lo più scesi nei mezzanini e nei tunnel della metropolitana, per trovare rifugio dalle bombe, che hanno già distrutto numerosi edifici.

Ampio il dissenso da parte dell’Occidente e di numerose altre zone del mondo, che chiedono che la guerra sia fermata subito. Alle manifestazioni e alle petizioni  a favore della pace che si susseguono organizzate in più capitali e città, anche in Russia i cittadini sono scesi per le strade e nelle piazze, come a Mosca e a San Pietroburgo, per dire no alla guerra. Tuttavia, qui le manifestazioni stanno trovando la resistenza delle polizie fedeli a Putin, che hanno effettuato arresti (da ieri sera più di mille e 700 persone arrestate) e pestaggi tra i pacifisti.

Il presidente ucraino Zelensky auspica a breve l’avvio di una trattativa con il premier russo Putin, per “mettere fine al massacro”. E Putin sarebbe pronto ad inviare a Minsk una delegazione russa di rappresentanti del Ministero della Difesa, del Ministero degli Affari Esteri e dell’amministrazione presidenziale per negoziare con una delegazione ucraina, come riferito dal portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, citato dall’agenzia Ria Novosti.

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