Dal 24 febbraio al 2 marzo 2026 Milano tornerà ad essere il baricentro dell’industria della moda internazionale con la settimana dedicata alla moda femminile: 161 gli appuntamenti complessivi, 54 sfilate fisiche, 8 digitali, 72 presentazioni, 27 eventi che non raccontano soltanto l’ampiezza del calendario, ma la densità di una fase storica in cui il sistema italiano moda affronta un passaggio generazionale delicato e strategico.
Non è una stagione come le altre, è una stagione di successioni, di debutti che ridefiniscono gli equilibri.
Al centro dell’attenzione ci sono tre “prime volte” che, per peso simbolico e industriale, incidono sugli assetti del lusso europeo.
Maria Grazia Chiuri alla direzione creativa di Fendi apre una nuova fase per la maison romana.
Dopo anni di continuità stilistica familiare, l’arrivo di una designer con forte identità autoriale impone una riflessione sulla ridefinizione del codice Fendi: artigianalità romana, pellicceria, pelle, ma anche costruzione narrativa contemporanea.
Parallelamente Meryll Rogge assume la guida creativa di Marni, marchio che negli ultimi anni ha oscillato tra sperimentazione e consolidamento commerciale.
Il suo primo show rappresenta un banco di prova su come rileggere l’eclettismo Marni senza diluirne la radicalità.
Prima passerella ufficiale anche per Demna alla direzione di Gucci.
Dopo l’anteprima privata presentata lo scorso settembre, il debutto in calendario segna l’inizio di un confronto diretto con il pubblico e con la stampa internazionale.
La questione è se Demna cambierà realmente Gucci e in che misura saprà integrare il suo linguaggio con l’eredità storica del gruppo.

Accanto ai cambiamenti, Milano conferma i suoi pilastri: Giorgio Armani ed Emporio Armani mantengono i loro slot strategici.
Per Emporio, la novità è la presentazione congiunta donna–uomo sotto la direzione di Silvana Armani e Leo Dell’Orco: una scelta che riflette la progressiva dissoluzione delle barriere di genere anche nei calendari ufficiali.
L’apertura della settimana è affidata alla sfilata co-ed di Diesel, mentre nel corso dei giorni si alternaneranno le maison che hanno definito l’identità stilistica milanese: Prada, Moschino, Dolce & Gabbana, Ferragamo, Max Mara.
Anche il ritorno in calendario di ACT N°1, Fila e GCDS, segnala la volontà di ricomposizione del tessuto creativo milanese, dopo stagioni segnate da spostamenti e pause strategiche.
Attese anche le seconde prove di Louise Trotter da Bottega Veneta e di Simone Bellotti da Jil Sander: il secondo show è sempre quello che chiarisce la direzione.
Assente invece Versace, che ha recentemente nominato Pieter Mulier come nuovo direttore creativo, ma non presenterà in questa tornata.
Accanto ai grandi gruppi, il calendario ufficiale accoglie per la prima volta brand come Florania, Casa Preti, Max Zara Sterck, Simon Cracker, Tell The Truth e Venerdì Pomeriggio.
Il 24 febbraio si inaugurerà il Fashion Hub della Camera Nazionale della Moda Italiana a Palazzo Morando, con i progetti “Future Threads: Italy’s New Wave” e “New Gen, New Ethos”, curati da Sara Sozzani Maino.
Il presidente Carlo Capasa ribadisce la centralità del dialogo tra brand affermati e nuove realtà come elemento strutturale della settimana.
Il 26 febbraio viene presentato “Soul Threads: Voices of Seoul”, progetto guidato da Seung Ik Lee (Rick Lee), a conferma della dimensione sempre più interconnessa delle settimane della moda.
L’edizione 2026 si colloca in un contesto urbano ad alta esposizione internazionale, tra la conclusione delle Olimpiadi Invernali e l’avvio delle Paralimpiadi di Milano-Cortina.
Il sindaco Giuseppe Sala ha sottolineato come febbraio sia storicamente il mese della moda per la città, ma quest’anno assume una visibilità ulteriore, in un intreccio tra cultura, sport e industria creativa.


















