Di trenta punti nei cinque laghi lombardi d’Iseo, Garda, Lario, Ceresio, Maggiore, il 50% è risultato essere oltre i limiti di legge, con ben undici punti giudicati “Fortemente inquinati” e quattro punti “Inquinati”. Positiva l’altra metà del quadro: sono quindici i punti risultati “entro i limiti” (di cui tredici foci di fiumi, un canale, uno sfioratore) a dimostrazione di come sia possibile avere corsi d’acqua e scarichi opportunamente trattati che non destano problemi.
Questo è, in estrema sintesi, il resoconto dei campionamenti condotti in Lombardia dai volontari e dalle volontarie della ventunesima edizione della Goletta dei Laghi 2026, la campagna storica di Legambiente per la tutela delle acque dei bacini lacustri italiani, che monitora lo stato di salute delle acque attraverso analisi scientifiche, individuandone le criticità e promuovendo interventi concreti per la loro salvaguardia.
I risultati della campagna sono stati presentati nelle scorse ore a Lecco.
I prelievi di Goletta dei Laghi sui laghi lombardi sono stati realizzati tra il 16 e il 26 giugno 2026 da tecnici, volontarie e volontari di Legambiente Lombardia.
I campioni per le analisi microbiologiche sono stati prelevati in barattoli sterili e conservati in frigorifero, fino al momento dell’analisi, che ha avuto luogo lo stesso giorno di campionamento o comunque entro le 24 ore dal prelievo.
I parametri indagati sono microbiologici – Enterococchi intestinali ed Escherichia coli – classificando come “inquinati” i campioni che superano i limiti di legge e come “fortemente inquinati” quelli che li superano di oltre il doppio, secondo quanto stabilito dalla normativa nazionale sulle acque di balneazione (Dlgs 116/2008 e decreto attuativo del 30 marzo 2010).
I monitoraggi di Goletta dei Laghi non vogliono sostituirsi ai controlli ufficiali e non certificano la balneabilità dei punti di campionamento, che vengono scelti in base al rischio potenziale di inquinamento, sulla base delle segnalazioni dei circoli di Legambiente e dei cittadini tramite il servizio SOS Goletta. Foci di fiumi, torrenti, scarichi e piccoli canali rappresentano le principali vie di contaminazione batterica nei laghi, a causa di una depurazione insufficiente o di scarichi abusivi.
Emilio Bianco, portavoce di Goletta dei laghi, dichiara: “Avere corsi d’acqua e scarichi puliti e opportunamente trattati che non destano problemi è possibile, e lo dimostrano le foci dei fiumi che rientrano nei 15 punti a norma di legge. È la prova che la gestione virtuosa delle acque è fattibile. Al tempo stesso, però, non possiamo ignorare l’altra metà del quadro, dove riemergono criticità storiche che testimoniano quanto lavoro ci sia ancora da fare. Altro tema che preoccupa è quello della siccità, arrivando a compromettere le stesse attività di rilevamento: la continuità dei dati in alcuni storici punti di monitoraggio è stata infatti interrotta dall’assenza di acqua”.
Barbara Meggetto, presidente Legambiente Lombardia, aggiunge: “Anche quest’anno le criticità costituiscono la metà dei campionamenti effettuati in Lombardia. Dobbiamo capire cosa manca per recuperare i livelli di contaminazione ancora sopra i limiti di legge, sviluppando un ciclo integrato delle acque all’altezza di una transizione ecologica di cui c’è davvero bisogno, specie in territori fragili come quelli visitati da Goletta dei Laghi. Il forte inquinamento rilevato in alcuni contesti non rende giustizia ai benefici che gli ambienti lacustri restituiscono in termini di economia, benessere e mitigazione degli effetti della crisi climatica”.




















