lunedì, 17 Gennaio 2022

La Varese Nascosta segnalata da Alessandro Umberto Galbiati

Questo  antico edificio di via Papa Giovanni XXIII, da un trentennio  di  proprietà della parrocchia di Brinzio e in attesa di restauro, ha  ospitato un monastero. Fu nel XV secolo (i primi documenti sono del  1492, l’anno della scoperta dell’America) che tre donne brinziesi,   Magdalena de Bossis, Margarita de Petrasanta e Catarina de Blanchis,  prive della dote per entrare in clausura,   pronunciarono i voti di castità e povertà  e si rinchiusero negli  edifici attigui alla chiesa, riccamente dipinti e passati alla storia  come “case colorate”. Sostenute dalle donazioni della comunità, le  monache, che si dichiararono agostiniane, come le consorelle di Santa  Maria del Monte,  ma che poi furono ritenute francescane, crebbero di   numero e  acquisirono la proprietà di un cospicuo ammontare di beni  mobili e immobili che concedevano in comodato d’uso alla popolazione.  Per questo legame e anche perché le religiose erano l’unico “presidio”  religioso in paese, in mancanza di un parroco,  la partenza delle  monache da Brinzio, decretata con bolla papale del 9 settembre 1519, fu  accolta con una sollevazione popolare che degenerò in atti di violenza  ai danni delle stesse suore e dei loro beni. Solo una ventina d’anni  dopo però le ultime tre religiose si trasferirono nel monastero di Santa  Maria del Monte, a cui passarono anche le proprietà  del convento  brinziese.

notizia tratta da Facebook di Fausto Bonoldi

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