Dopo la cerimonia di commemorazione, che si è svolta lo scorso 17 luglio alla Polveriera di Taino, nell’Alto Varesotto, ricca di contenuti e di significati che vanno oltre il ricordo, in questi giorni si torna a parlare del futuro del vecchio manufatto.
Mentre la storia ricorda il 27 luglio del 1935 quando esplose un reparto della Polveriera, provocando la morte di trentadue donne e di tre uomini, oggi si discute ampliando gli argomenti che riguardano la fabbrica che produceva esplosivi, e che è storicamente parte della vita di generazioni di tainesi e delle popolazioni vicine. Come spiegano alcuni cittadini promotori di un progetto di recupero della Polveriera, “Siamo qui per far sapere che l’Area dell’ex-polveriera, della quale è proprietario il Comune di Taino, è giusto che ritorni ai tainesi. Rivendichiamo la bonifica dell’area dall’amianto e da altri inquinanti. Chiediamo che l’area, una volta bonificata, possa essere rinaturalizzata e che, attraverso il restauro e la ristrutturazione dei 700mila metri quadrati presenti all’interno dell’ex-polveriera, trovi posto uno spazio da dedicare al Museo della Memoria. Chiediamo tutto questo per il rispetto che va dato alle vittime, ai feriti e a quanti hanno dedicato la loro vita lavorativa alla Polveriera”, si legge così in una nota diffusa a luglio scorso dal Gruppo cittadini di Taino.
Cosa è successo nel frattempo? Nel tardo pomeriggio di mercoledì 25 settembre, nella Sala Consiliare del Comune di Taino, si è svolto un incontro tra il sindaco e la giunta ed una piccola delegazione dei firmatari dell’istanza, che chiedeva all’Amministrazione comunale la convocazione di una pubblica assemblea sui problemi relativi al chiosco ed alla ex-polveriera.
“Va detto che alla richiesta conclusiva fatta a nome delle sottoscrittrici e dei sottoscrittori dell’istanza di vedere convocata l’assemblea prima dell’approvazione del Bilancio di Previsione per il prossimo anno amministrativo, la risposta del sindaco Ghiringhelli è stata quella di dire che l’assemblea sarà convocata prima della fine dell’anno, quando potranno essere disponibili elementi di maggior concretezza sui vari segmenti d’iniziativa presenti all’interno della gestione dei due problemi, inevitabilmente legati alle decisioni assunte anche recentemente dal Consiglio Comunale attraverso l’approvazione del Documento Unitario Pluriennale Semplificato (Bilancio di Previsione Triennale)”.
Per come la pensano i firmatari dell’istanza, vedere convocata l’assemblea così come richiesto rappresenterebbe un importante segnale di sensibilità democratica, perché permetterebbe alla popolazione tainese informata, di iniziare per tempo a dire la propria sui problemi in questione.
“È del tutto evidente che l’Amministrazione comunale è più che determinata nel conseguire gli obiettivi circa la conclusione del chiosco e l’affido, attraverso il Financial Project, della ex-polveriera. Ma ci sono di mezzo due criticità, in quanto da una parte si è in presenza di una forte carenza di informazione, dall’altra – se mai fosse garantita – la non presenza di una posizione, da parte della popolazione, sul chiosco e sulla ex-polveriera”.



















