sabato, 4 Luglio 2026
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La filosofia può ancora parlare al futuro che avanza?

Dopo “Visionari”, arriva un altra pubblicazione di Roberto Bombassei intitolata “Dialoghi oltre il tempo”.

” Questo libro nasce da una domanda antica quanto l’uomo e nuova quanto il domani: che cosa può ancora dire la filosofia al futuro che avanza? Per tentare una risposta, ho scelto la via già percorsa con l’intervista impossibile, il dialogo con chi non può più parlare se non attraverso le proprie idee”, spiega l’artista legnanese che in questi giorni ha inaugurato la sua mostra “I colori dello spirito olimpico”, alla biblioteca Villa Adele di San Vittore Olona.

“Ho incontrato Talete alle soglie dell’origine, là dove tutto è acqua e principio. Pitagora mi ha parlato invece in forma di armonia. Con Socrate ho camminato tra domande senza risposte definitive: l’ironia, il dubbio, la ferita dell’ignoranza come atto etico. Platone mi ha accolto in una luce duplice, tra ombra e idea. Il suo sguardo oltre il sensibile interroga la nostra epoca di immagini: quale caverna stiamo ancora scambiando per realtà? E quale verità siamo disposti a perdere pur di restare al buio?

Aristotele, più terreno, mi ha parlato di forme, cause e fini, ricordandomi che nessuna filosofia del futuro potrà rinunciare alla complessità del reale né alla pazienza del pensiero sistematico, né alla responsabilità di pensare l’uomo come essere etico, politico e finito. Poi ho incontrato Epicuro, Seneca e, accanto a lui, quel genio di Marco Aurelio. E poi Cartesio, Kant, Rousseau e Kierkegaard . A questo punto la filosofia scende ancora più in profondità con Sigmund Freud che apre la porta dell’inconscio e Carl Gustav Jung che risponde ampliando l’orizzonte dell’inconscio, e Nietzsche, infine, che non concede conforto”.

Come spiegato dall’autore, questo libro non cerca di conciliare queste voci, né di ridurle ad un sistema pacificato. Le interviste sono fratture, scintille, attriti. Da esse nasce la seconda parte dell’opera: un epilogo e una serie di saggi finali che non pretendono di fondare la nuova filosofia, ma di indicarne una possibilità.

Una filosofia per il futuro che sia insieme razionale e simbolica, etica e tragica, scientifica e umanissima; capace di abitare la tecnica senza smarrire l’anima. “Perché la filosofia, oggi come ieri, non è altro che questo: una conversazione infinita sull’umano, condotta sul bordo del tempo”.

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