“Il canto dei cuori ribelli”, romanzo scritto da Thrity Umrigar nel 2024, e pubblicato dalla casa editrice Libreria Pienogiorno, racconta l’India moderna attraverso la storia di una giornalista e di una donna sfigurata dalla propria famiglia per aver sposato un musulmano, condannando l’oscurantismo e l’intolleranza ed esaltando il coraggio femminile.
Smita torna nel Paese che ha lasciato tanti anni prima, l’India, per aiutare una collega costretta in ospedale a scrivere un articolo di cronaca su Meena, una giovane donna sfregiata dai fratelli per aver sposato, contro il loro volere, un uomo musulmano.
Questa è la storia di due donne ribelli, donne con idee di uguaglianza e inclusione simili, ma con opportunità e privilegi di nascita differenti.
Meena, donna apparentemente fragile ma con una forza sovrumana, ha il coraggio di sfidare le tradizioni della sua casta per il bene della figlia Abru, alla quale vuole far sapere quanto ha lottato per un’India diversa, anche a costo della vita.
Smita, invece, è convinta di voler tornare alla sicurezza che ha trovato negli Stati Uniti quando vi si è trasferita da bambina. Si sente americana e non tollera le abitudini indiane; ha dei ricordi che non vuole più far affiorare alla memoria, anche se all’epoca era soltanto una bambina: scolpiti nella sua mente.
È un romanzo coinvolgente che fa riflettere su quanto la vita sia diversa in molti Paesi del mondo, soprattutto per le donne. Mostra le mille facce dell’India con un’umanità imperfetta, e indica quali sono i valori che tutti dovrebbero assimilare.
Il lettore resta rapito dal caleidoscopio di colori raccontato. Basta uscire dalla metropoli per trovarsi in realtà in cui la legge non esiste e in cui i capi del villaggio hanno più potere delle autorità.
Un racconto commovente, a tratti crudele, in cui si trovano amicizia, emozione, dolore, avventura, lealtà, amore e promesse.




















