La Franco Tosi è indubbiamente la più nota attività produttiva della zona. Nacque con il nome di Cantoni-Krumm nel 1874, e soltanto sette anni dopo divenne Franco Tosi.
La sua ascesa iniziò nel 1883, quando uscirono dagli stabilimenti i macchinari per essere impiegati in una centrale elettrica realizzata nel centro di Milano, che all’epoca era la terza al mondo, dopo quelle di New York e Londra.
Già nel 1894 la Franco Tosi raggiunse i mille dipendenti. Franco Tosi offrì diversi servizi ai suoi lavoratori, come la formazione professionale e l’istruzione, istituendo scuole sia per gli adulti, sia per i loro figli. Costruì case operaie tra le più moderne dell’epoca e in pieno centro città, e garantì ai propri dipendenti la mutua di assistenza per le malattie, la cassa di previdenza e il dopolavoro.
La Franco Tosi si distinse per importanti innovazioni industriali e iniziative sociali. Nel 1895 inaugurò la centrale termoelettrica “Regina Margherita”, oggi conservata al Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano.
Nel 1907 avviò la produzione industriale di motori diesel, con Ettore Maserati tra i suoi ingegneri. Tra il 1912 e il 1913 costruì il primo stadio del Football Club Legnano, e nel 1914 aprì cantieri navali a Taranto, dove furono realizzati sommergibili pionieristici.
Durante la Prima Guerra mondiale, l’azienda contribuì alla produzione bellica. Poi, alla fine della guerra, fornì i macchinari necessari (turbine, motori Diesel, caldaie, ecc.) all’attivazione della Centrale Montemartini di Roma, il primo impianto pubblico di produzione elettrica della capitale.
Durante il secondo conflitto mondiale, nel 1944, le SS intervennero alla Franco Tosi di Legnano per reprimere uno sciopero. Sette operai il 27 gennaio di quell’anno furono deportati nei lager nazisti e non fecero ritorno, commemorati ogni anno con una grande manifestazione. Dopo la caduta del fascismo, ripresero con forza le attività sindacali, con scioperi per migliorare contratti, condizioni di lavoro e diritti delle donne.
Seguì un periodo di grande espansione industriale e occupazionale. La Franco Tosi collaborò con aziende americane come Westinghouse e Combustion Engineering per la produzione di turbine nucleari e generatori di vapore, raggiungendo nel 1951 circa 4.800 dipendenti.
Negli anni ’50 e ’60, l’azienda ottenne numerose commesse nazionali e internazionali, consolidandosi come colosso metalmeccanico, con punte di 6.000 lavoratori negli anni ’70.
Ma la crisi iniziò negli anni ’80, aggravata dal referendum contro le centrali nucleari e dalla concorrenza internazionale. Negli anni ’90, l’azienda passò sotto il controllo di Ansaldo, poi al Gruppo Casti, diventando la Franco Tosi Meccanica SpA.
Nel 2009 fu acquisita dal gruppo indiano Gammon, ma nel 2013 fu dichiarata insolvente. Nel 2013 passò all’amministrazione straordinaria.
Nel 2015, il gruppo Presezzi di Burago Molgora, in Brianza, ne ha rilevato il ramo industriale, salvando marchio, brevetti e impianti.
(Fonti: https://it.wikipedia.org/wiki/Franco_Tosi_Meccanica, https://it.wikipedia.org/wiki/Franco_Tosi_Meccanica#/media/File:Piazzale_della_stazione_di_Legnano_(anni_trenta_del_XX_secolo).jpg)



















