I periti incaricati dalla Procura di Busto Arsizio hanno dato il loro responso, poche ore fa: il tubo del gas nella cucina della famiglia Sardella, nella palazzina crollata a marzo dell’anno scorso dopo una violenta esplosione, è stato allentato manualmente.
Nel disastro sono morti Saverio Sardella, di 45 anni, sergente maggiore dell’esercito, indagato con la moglie per strage, quindi feriti gravemente i suoi bambini e altre cinque persone che abitavano nell’edificio.
Le indagini condotte per fare chiarezza sull’accaduto, hanno dimostrato che il tubo del gas in casa dei Sardella, punto di partenza inequivocabile del botto, era stato scollegato a mano, provocando l’esplosione.
Gli inquirenti avevano già lavorato attorno alla posizione di Saverio Sardella, in merito alla responsabilità del crollo dello stabile. Lo stesso rimane considerato l’unico autore del gesto, nonché unica vittima, dopo diciotto giorni di agonia in ospedale.
La moglie non è più indagata, non essendo emersi indizi a suo carico.



















