domenica, 5 Febbraio 2023

Continua la battaglia per salvare il maiale Cuore: oggi anche un presidio

(Foto di Mutinka - Pixabay)

Si svolgerà oggi, mercoledì 27 aprile, alle 13.30 via Ugo La Malfa 24, a Provaglio d’Iseo in provincia di Brescia, davanti alla fonderia Gonzini, un presidio organizzato dal Fronte Animalista in difesa della dignità di Cuore e di tutti gli animali, intitolato “Giustizia per Cuore, sono tutti Cuore”, contro l’esperimento giudiziale che prevede alle 14.30 di gettare un maiale nel forno della fonderia dove si pensa sia morto l’imprenditore Mario Bozzoli, ucciso dal nipote Giacomo, unico imputato nel processo, nell’ottobre del 2015.

Dopo tanti giorni di silenzio, apprendiamo oggi da alcuni quotidiani che il Tribunale di Brescia ha deciso di andare avanti con l’esperimento con forno fusorio e il corpo di un povero maiale. Nelle dichiarazioni che abbiamo letto, e a cui rispondiamo sia pubblicamente, sia tramite reclamo diretto che abbiamo provveduto a inviare, il Tribunale dice infondata la notizia che nel forno verrà buttato un maiale vivo, ma su questo non c’erano mai stati dubbi. In tutti i numerosi articoli pubblicati in questi giorni, era chiaro a tutti che non sarebbe stato buttato nel forno fusorio un maiale ancora vivo, ma già ucciso: “Non butteremo nel forno fusorio un maiale ancora vivo, ma già morto!”, questa è la risposta. Risposta ovvia, perchè sarebbe assurdo anche solo pensare di poter buttare in un forno fusorio un maiale ancora vivo. Il Tribunale ha quindi dichiarato che utilizzeranno un maiale già morto! “Già morto” non significa nulla. Ogni maiale prima di essere ucciso, era vivo. Ogni animale è vivo, prima di essere ucciso. Che sia “già morto” non significa nulla, è stato comunque ucciso, soppresso in un allevamento. Infatti leggiamo che “l’animale sarà prelevato tra quelli che quotidianamente vengono conferiti all’Istituto Zooprofilattico prelevati da tutti gli allevamenti perché deceduti e destinati allo smaltimento”. Trattasi di animali deceduti negli allevamenti, cioè uccisi o morti di stenti, soppressi o morti di infarto per la paura e le sofferenze subite. Gli animali rinchiusi nelle gabbie degli allevamenti non possono definirsi mai “animali sani”, hanno ferite e piaghe da decubito dovute alla reclusione in gabbia e alla mancanza di possibilità di movimento adeguato. Sono animali tristi, psicologicamente provati, spaventati, isolati dal mondo, trattati come oggetti come se fossero nulla. Cuore era un simbolo, per tutti gli animali sfruttati e uccisi, rinchiusi nelle gabbie degli allevamenti, privati della loro identità di esseri senzienti. E giustificarsi dicendo che gli animali sono “già morti” significa togliergli ancora una volta la loro dignità di esseri senzienti. Come associazioni, volontari e cittadini stiamo lottando da anni contro gli esperimenti sugli animali, lasciati soli in questa battaglia dalle istituzioni. 
Nessuno ha mai dichiarato che avrebbero buttato nel forno un maiale ancora vivo, bensì è stato sempre contestato il disvalore del voler usare un animale e bruciarne il corpo per un esperimento giudiziale. Abbiamo sempre contestato l’idea alla base di tutto questo, cioè usare un essere senziente per un esperimento giudiziale. A tale disvalore si unisce ora l’aggravante di voler utilizzare un maiale di un allevamento, una creatura già vittima di violenza e sofferenza, perchè questo sono gli allevamenti. In questa triste storia c’è tutto l’orrore dello sfruttamento animale: esperimenti e allevamenti. Negli allevamenti non esiste “morte naturale” per gli animali, esiste solo “morte indotta”. Le associazioni Meta Parma, Avi Parma, Salviamo i macachi di Parma, contestano questo esperimento, ora più che mai. Siamo contrari a questo esperimento, così come siamo contrari a tutti gli esperimenti sugli animali e a ogni violenza e sfruttamento. Cuore non deve essere buttato in un forno fusorio, nè il suo corpo, nè il corpo di nessuna creatura innocente. E non si può rispondere ai cittadini che “Cuore era già morto””.

In queste ore la petizione “Salviamo Cuore” ha superato le 10mila firme.

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