BUSCATE – Licenziamenti alla TFL: la reazione dei Sindacati

La crisi colpisce anche il settore chimico ed il colosso TFL ha disposto il licenziamento di alcuni dipendenti nelle proprie sedi italiane, tra cui quella di Buscate. Pronta la reazione dei Sindacati, che hanno diramato un comunicato stampa:

“La TFL è un’azienda sana con incassi superiori ai 71 milioni di euro annui e costi del personale pari a 10 milioni di euro. Non è giustificabile, quindi, in nome di qualsivoglia operazione di spending review decidere ipso facto di procedere con i licenziamenti del personale. Ci sono, infatti, molti altri strumenti, a partire dai contratti di solidarietà, che potrebbero benissimo essere utilizzati in questa circostanza”.

E’ quanto afferma Vito Zagaria della Segreteria FEMCA CISL MILANO METROPOLI LEGNANO MAGENTA, a proposito della crisi che ha colpito in questi giorni l’azienda del Castanese.

“Il tema della riduzione dei costi”, – aggiunge Zagaria –, “si deve inserire all’interno di un più ampio ragionamento sul Piano Sociale. Non è accettabile che da parte della direzione non siano state prese in considerazione misure alternative come la stessa cassa integrazione o il part- time incentivato”.

“Noi come parti sociali”, – prosegue Zagaria –, “chiediamo che il confronto vada avanti partendo da un piano industriale più dettagliato così che si possa ricreare un clima aziendale positivo, oggi, fortemente compromesso a causa di questa decisione assunta in modo del tutto unilaterale”.

La multinazionale che produce e commercializza prodotti chimici destinati al mercato della concia ha la propria sede centrale in Germania, mentre nel nostro Paese, accanto allo stabilimento di riferimento di Buscate, dispone di altre 3 unità destinate prettamente alla logistica.

Dei 27 lavoratori coinvolti nel procedimento di risoluzione del contratto di lavoro, 15 sono impiegati presso il sito di Buscate.

“La nostra legge”, – conclude Beppe Oliva, segretario della CISL MILANO METROPOLI LEGNANO MAGENTA –, “prevede strumenti assistenziali che permettono alle aziende di gestire gli esuberi di organico anche strutturali senza pervenire immediatamente ai licenziamenti. E’ perciò quanto meno curiosa la decisione del management di TFL Italia di non prendere in esame questa opportunità. Confidiamo, pertanto, in un ravvedimento da parte dei vertici dell’azienda”.

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