Due secoli di storia caratterizzano la fabbrica Bassetti di biancheria. La sua storia ha inizio nel 1830 a Milano, nell’attuale sede dell’Università degli Studi, dove Carlo Baroncini, cugino di Giovanni Bassetti, aprì un negozio in cui vendere tele, tovaglie, fazzoletti di lino, coperte, tende e maglieria.
Si trattava di un uomo intraprendente nonché di un grande imprenditore: Carlo Baroncini investì in produzione autonoma così da poter garantire la qualità costante dei prodotti e l’aumento delle vendite.
Quella che iniziò come una piccola tessitura a mano fu presto dotata di oltre cento telai. La forza di questa azienda fu l’idea rivoluzionaria della “biancheria pronta all’uso”, già finita e confezionata, subito disponibile. Come racconta la storia, la società è cambiata e le donne sono sempre più impegnate nel lavoro fuori casa, e diventano proprio loro l’obiettivo di Basetti. Era il 1950 quando Bassetti inizia ad investire in pubblicità, e la sua è una delle prime aziende italiane a farlo.
Particolare è lo stabilimento di quest’industria. L’elemento più caratteristico è l’innovativa copertura: per la prima volta in Europa si realizza un tetto fatto di volte sottili di cemento armato. Proprio per questo, lo stabile è stato definito “il più moderno d’Europa per l’industria più antica del mondo”, alla sua inaugurazione, nel 1964. Ed è a Rescaldina che il marchio Bassetti diviene leader del settore.
Gli anni fra il 1975 e il 1983 furono determinati dalla crisi energetica e dall’inflazione. Bassetti ne uscì grazie ad alcune idee rivoluzionarie capaci di semplificare il lavoro domestico in quanto pensati dalla parte delle donne. Nasce proprio da Bassetti il “Piumone”, che rivoluzionò il modo di dormire. Appartengono sempre a Bassetti “Brio” la biancheria colorata, il lenzuolo “Teso e Perfetto” e il lenzuolo con gli angoli sganciabili.
Altri pezzi di successo comprendono il telo d’arredo multiuso lanciato con il marchio Granfoulard, nel 1987, e nel ’95 le “Lenzuola che comunicano” di “La Natura” con immagini stampate.
Nel 2001 l’azienda collabora con il Centro di Ricerca sui delfini e nel 2011 torna in televisione con il testimonial Gianluigi Buffon. Nel 2019 integra la realtà aumentata, che dà vita alle immagini stampate sui tessuti.
Negli ultimi anni, tuttavia, le difficoltà finanziarie e l’indebitamento hanno portato prima alla cessione al gruppo Marzotto e poi al Gruppo Zucchi. Dopo quasi due secoli di attività, a Rescaldina, in via per Legnano, ha chiuso recentemente la storica fabbrica Bassetti. L’azienda è comunque attiva sul sito e nei negozi Zucchi.
(Fonti: https://it.pinterest.com/pin/bassettis-canvases–31103053671533912/ , https://www.bassetti.com/it/magazine/bassetti/nostra-storia , https://milanonews24.com/news/lombardia-chiude-dopo-quasi-2-secoli-la-storica-fabbrica-di-biancheriabassetti-e-la-fine-di- unepoca/#:~:text=La%20storia%20di%20Bassetti%20affonda%20le%20radici%20nella,a%20mano%2C%20p resto%20dotata%20di%20oltre%20cento%20telai)



















