Balzo in avanti per il costo dei carburanti. Per effetto del conflitto in corso in Medio Oriente, tra Israele ed Iran, quest’ultimo tra i Paesi maggiori produttori di petrolio, questa mattina, lunedì 23 giugno, come già ventilato ieri dagli esperti di economia internazionale, il costo di benzine e gasolio è aumentato, come non aveva più fatto da aprile scorso.
Come riferito da fonti vicine ai mercati, il marchio Tamoil registra 1 centesimo di aumento per il gasolio, Q8 1 centesimo di aumento sia per la benzina, sia per il gasolio.
E i rincari si paventa che riguarderanno a breve anche il costo del gas, che in Italia influisce sul prezzo dell’elettricità.
Come si legge in una nota diffusa dall’Unione nazionale Conusmatori, analizzando i dati ufficiali del Mimit, il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, risulta che in una sola settimana, dal 16 al 23 giugno compresi, la benzina, in modalità self service, è rincarata di 4 centesimi al litro, con un aumento pari a 2 euro per un pieno di 50 litri, mentre il gasolio, facendo sempre la media aritmetica semplice dei prezzi regionali, è salito di 6,16 centesimi, pari a 3 euro e 8 centesimi in più a rifornimento.
“La buona notizia, se così si può dire, è che per una volta la “maglia nera” non è indossata dalle autostrade, che non salgono sul podio per nessuno dei due carburanti”, afferma Massimiliano Dona, presidente dell’UNC.
















