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Arriva “Una mamma contro G.W. Bush” nelle sale italiane

Arriva nelle sale italiane dall’1 dicembre, “Una mamma contro G.W. Bush”, una commedia basata su un controverso caso legale, diretta dal tedesco Andreas Dresen, sull’onda di due “Orsi d’argento” vinti alla Berlinale 2022, una candidatura agli EFA come Migliore Attrice per Meltem Kaptan, due German Films Awards 2022 per i due protagonisti e un’anteprima alla Festa del Cinema di Roma nella sezione “Best of”.
Il film, dopo la proiezione milanese di due sere fa, sarà proposto questa sera, giovedì 24 novembre, alle 21, allo Schermo Bianco di Bergamo, in collaborazione con Amnesty International.

Il film che ha incantato l’ultima edizione del Festival di Berlino, dove è stato l’unico quest’anno a vincere due premi più importanti, nelle sale italiane con il titolo “Una mamma contro G.W. Bush”, titolo originale “Rabiye Kurnaz vs George W. Bush”.
Considerato uno dei film-rivelazione di questa stagione, “Una mamma contro G.W. Bush” è un dramedy basato su una storia vera, che ha la capacità di far sorridere anche scavando in una realtà dai contorni molto drammatici di risonanza mondiale.
Una storia avvincente e toccante quella di Rabiye, una simpatica casalinga turco-tedesca che vive con la famiglia in una casetta a schiera di Brema. Quando, dopo gli attentati dell’11 settembre, suo figlio Murat di 19 anni viene accusato senza prove di terrorismo e internato nella famigerata prigione di Guantanamo Bay a Cuba, Rabiye si trasforma in una madre-coraggio, sempre più coinvolta in una strenua battaglia legale internazionale per difendere i diritti umani del suo ragazzo innocente.

Una storia vera, vissuta, che ha indignato il mondo nel ventennale dell’apertura di Guantanamo, nel 2002 e che diviene materia per una coinvolgente commedia d’azione, grazie alla verve esplosiva della protagonista, ma anche ad un solido cast di contorno, ben diretto dall’esperta regia di Dresen.
Anche la rockstar Patti Smith ha raccontato la storia emblematica di Murat Kurnaz nella intensa canzone “Without Chains” del 2006, un brano che resta tra le più forti ballate folk sull’ingiustizia e l’abuso di potere.
Amnesty International sostiene questo film che ricorda “lo scempio dei diritti umani compiuto negli ultimi venti anni a Guantanamo, di cui bisogna continuare a parlare fino a che il famigerato centro di detenzione non sarà chiuso”.

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