Sono passati otto mesi dalla sgombero del campo di via Lazzaretto a Gallarate, dove diverse famiglie di nomadi Sinti abitavano da tempo, e la loro situazione è ancora precaria in città, sul fronte abitativo.
Senza casa e senza una prospettiva di alloggio a breve termine i Sinti, con i rappresentanti delle associazioni che sostengono la loro causa, hanno scritto nelle scorse ore anche al prefetto di Varese Enrico Ricci, per chiedere una soluzione, oltre che al sindaco Andrea Cassani.
All’epoca dello sgombero soltanto cinque famiglie del campo hanno trovato un alloggio attraverso i Servizi sociali, le altre vivono in condizioni temporanee, destinate a terminare.
Nella lettera al prefetto i Sinti indicano quattro necessità, chiedendone soluzione: che sia concessa una proroga all’assegnazione degli alloggi popolari temporanei, per le cinque famiglie che ne sono beneficiarie; che siano concessi altri alloggi temporanei anche per le altre famiglie con minori e per gli anziani, rimasti esclusi al momento della assegnazione del primo gruppo; che il Comune preveda l’assegnazione, anche a pagamento, di spazi sul territorio idonei alla realizzazione di mini aree temporanee per i nuclei familiari per i quali persiste il disagio abitativo, tenendo conto della precarietà reddituale degli stessi; che si possa avviare un confronto costruttivo per ricercare soluzioni abitative definitive, “coerenti con le specificità culturali, in un’ottica di integrazione, di rispetto delle diversità e di reciproca valorizzazione”.
















