Non soltanto non deve essere facile reimpostare il mercato settimanale di Legnano, che negli anni ha perso lo smalto e l’attrattiva di un tempo, ma, come era prevedibile, le scelte che saranno adottate dall’Amministrazione comunale, per la sua riorganizzazione, sembrano non trovare tutti d’accordo.
L’assessore al Commercio Maira Cacucci ribadisce che l’obiettivo è riqualificare il mercato, riducendo gli stalli, stabilendo limiti alle categorie e alle tipologie merceologiche, che dovranno differenziarsi di più per offrire varietà e qualità. Il tutto nel rispetto dei necessari parametri igienico-sanitari, che potrebbero non essere stati del tutto rispettati, come nel caso della vendita di merce usata, abiti e piccoli accessori.
Chi interpreta le proposte del Comune come un’azione per colpire alcuni ambulanti a favore di altri, sono i rappresentanti del PRC cittadino, che condannano la scelta di ridurre il numero delle presenze, da 169 a 147 che, con la recente delibera dell’assessore, sembra colpire soprattutto gli ambulanti non italiani, nell’ambito di una operazione giudicata dal sapore “discriminatorio”.
In tempo di crisi, d’altro canto, sono proprio i mercatini dell’usato a fiorire, e ad avere successo in tutta Italia: perché non può avvenire anche a Legnano?



















