“Caro Gesù Bambino, il 25 dicembre vorrei trovare una casa per tutti coloro che l’hanno persa, un lavoro per chi è in difficoltà, o strade perfettamente asfaltate, parchi in ordine, pulizia e arredo urbano, sicurezza per tutti e via dicendo”, inizia così la “letterina” a Gesù Bambino scritta dal sindaco di Busto Arsizio Emanuele Antonelli, e letta ai cittadini in occasione del recente Concerto di Natale.
Il primo cittadino ha inteso raccogliere in un testo simbolico, indirizzato a Gesù Bambino alla vigilia della ricorrenza della Natività, un insieme di progetti e sogni, riflessioni sulla città e i suoi bisogni, riconoscendo limiti e criticità.
“Sono il sindaco di Busto Arsizio, presidente della Provincia di Varese e commercialista, responsabilità molto importanti che richiedono un grandissimo impegno. Ce la sto mettendo tutta, con tutta la forza di volontà, la passione, la determinazione, la concretezza che da sempre mi caratterizzano. Ma so che non basta: ho bisogno di una mano, abbiamo bisogno di una mano”, scrive Antonelli, e ancora: “Vorrei anche però che i cittadini si rendessero conto di quante difficoltà l’Amministrazione affronta ogni giorno, di quanto è complicato passare dal dire al fare, di quanti limiti dobbiamo tenere conto per soddisfare bisogni ed esigenze. Vorrei che tutti coloro che parlano senza sapere di cosa stanno parlando si informino, chiedano come stanno le cose prima di esigere l’impossibile”.
Attenzione alle esigenze e difficoltà dietro l’angolo, la volontà di fare bene e le critiche di chi forse non conosce i tempi della macchina comunale.
“Vorrei che l’economia si riprendesse, abbiamo tutti bisogno di un po’ di fiducia, abbiamo tutti bisogno del lavoro. Vorrei anche un ospedale unico che funzioni a meraviglia, un’eccellenza medica per tutti, giovani e soprattutto anziani, per gli acuti e per i cronici. Vorrei una città piena di luce, una città illuminata”.
Il testo completo della “letterina” di Antonelli è pubblicato sul sito comunale.

















