I cambi di stagione sono alla base dell’acutizzarsi delle cefalee a grappolo. Risulta così da recenti indagini condotte su pazienti che soffrono di questa particolare patologia, che a primavera si fa sentire in modo più insistente.
In particolare, sarebbe influenzata dal cambio di stagione e dall’alternarsi di luce e buio, la cefalea a grappolo, che vede coinvolto l’ipotalamo che regola a sua volta i ritmi biologici in ogni organismo.
Come si legge nelle conclusioni della ricerca, non esiste una cura definitiva alla cefalea, ma l’adozione di farmaci antidolorifici mirati.
Buoni i risultati che si ottengono con le terapie preventive: ai primi sintomi di cefalea a grappolo queste cure inibiscono gradualmente le crisi più acute e dolorose.
Come riferito dagli studi di Humanitas News, a livello mondiale sono in corso delle sperimentazioni a proposito di una terapia a base di un anticorpo in grado di “bloccare il peptide correlato al gene della calcitonina (CGRP), una sostanza coinvolta nella patologia”.

















