Vogliamo forse tornare alla soluzione iniziale? Questo l’interrogativo posto dal sindaco di Legnano Alberto Centinaio, a chi chiede di non sottoscrivere la bozza di protocollo tra Prefettura di Milano, Città Metropolitana di Milano e i Comuni della Zona Omogenea dell’Alto Milanese, denominata “Per un’accoglienza equilibrata, sostenibile e diffusa dei richiedenti la protezione internazionale”, documento che è tornato all’esame dei sindaci della zona al termine di un lungo confronto.
Centinaio fa riferimento ad un intervento della Lega Nord di Legnano i cui rappresentanti non concordano sul protocollo in questione.
“E’ un tema delicato e di scottante attualità, spesso utilizzato strumentalmente. Il testo dell’accordo ha recepito molte richieste arrivate dal territorio, e rappresenta un buon punto di partenza per affrontare seriamente l’eventuale arrivo di richiedenti asilo nei nostri Comuni. Ricordo che senza questo protocollo oggi Legnano si troverebbe ad ospitare ben trecento migranti all’interno dell’ex caserma Cadorna, persone parcheggiate in una tendopoli con tutti i problemi di convivenza interna ed esterna connessi”, spiega il sindaco in una nota.
Tra le osservazioni di Centinaio, il fatto che la responsabilità amministrativa non può fingere che il problema non esista o limitarsi ad una opposizione sterile e controproducente; nessuno mette in discussione tutte le criticità connesse all’arrivo massiccio di persone in fuga da Paesi in guerra o martoriati dalla miseria; i Comuni hanno il diritto-dovere di governare il fenomeno anche in collaborazione con associazioni del terzo settore, o organizzazioni aventi finalità sociali, verificandone la serietà.
“No a persone ammassate in strutture fatiscenti, affidate a cooperative di dubbia trasparenza e competenza: questo noi non lo vogliamo”, ha ribadito Centinaio.

















