“Non c’è pace per i pendolari della linea Gallarate Luino”. Esordisce così questa mattina Raffaele Specchia, referente del Comitato pendolari della linea ferroviaria Gallarate-Milano, dopo nuovi disagi affrontati dai viaggiatori nelle ultime ore.
“Già lunedì e martedì chi rientrava a casa sperando di trovare coincidenza a Gallarate alle ore 19.29, ha dovuto attendere il treno successivo, per i ritardi accumulati lungo la tratta, sia per le precedenze imposte da RFI, sia per un guasto temporaneo all’ec56. Senza dimenticarci del treno 20316 che martedì è partito da Milano Certosa, e soltanto grazie ad un provvidenziale ritardo del treno 5326, i viaggiatori diretti a Luino da Milano porta Garibaldi hanno potuto raggiungere il treno a Rho Fiera.
Stamane però è stata l’apoteosi: per un non ancora ben definito “ostacolo” tra Ternate e Mornago, il treno 20301 è stato soppresso a Mornago, i treni 20303, 20307 e 25319 sono stati instradati via Sesto Calende con la soppressione delle fermate tra Gallarate e Laveno Mombello. Il treno 20309 è stato fatto partire direttamente da Gallarate e solo dalle ore 7.20 è partito un servizio automobilistico sostitutivo della tratta interrotta. Per chi era diretto a Luino la situazione è stata anche più critica. 20300 soppresso, 20302 partito da Ternate. Fino alle 8 nessun mezzo di trasporto è partito per Luino”, come si legge nella nota ricevuta da Specchia, il suo “bollettino” di viaggio.
Una riflessione è d’obbligo, secondo la voce dei pendolari: come può una persona affidarsi ad un servizio con così poca affidabilità?
“E dulcis in fondo il treno 5305 oggi è stato effettuato con un materiale di scorta con poco più di 400 posti a sedere. Questo ripiego ha creato sia un ritardo di 15 minuti, oltre all’impossibilità di salire a bordo ad una parte dei pendolari che a Legnano aspettavano con ansia il treno per giungere in orario al lavoro”.

















