Sta accadendo da tempo e qualcuno comincia a rendersi conto delle proporzioni del fenomeno, purtroppo dilagante anche nell’Alto Milanese e a Legnano: sempre più minorenni riescono a bere alcolici senza trovare divieti od impedimenti.
Così la loro curiosità e l’istinto a sperimentare li porta a superare un limite che, per l’età e l’inesperienza, di fatto non conoscono, dovendo ricorrere alle cure sanitarie post bevuta.
Le cronache dei giorni scorsi raccontano di un giovedì notte particolare, con numerosi ragazzi tra i 15 e i 17 anni accompagnati d’urgenza al Pronto soccorso perché devastati dall’alcol.
Come mai ai minorenni è diventato così facile bere? Chi dovrebbe controllare che gli alcolici non siano serviti ai più giovani?
Domande che si stanno ponendo anche alcuni genitori, che hanno telefonato anche in redazione a Settenews, per lanciare una sorta di appello anche alle istituzioni, per fermare un fenomeno che sta diventando preoccupante.
E’ come se all’esuberanza dei ragazzi, alle serate in compagnia che conducono a bere come fosse un gioco, di cui pochi conoscono le vere conseguenze, corrispondesse tuttavia la facilità di alcuni adulti che il bere lo servono ai ragazzi, che non si fanno scrupolo di mettere bottiglie di spumante sui tavoli delle festicciole.
Altri genitori riferiscono di locali, sempre nel Legnanese, che somministrano i “chupitos” a 1 euro il bicchiere, a chiunque, senza verificare l’età, e anche un minorenne con pochi spiccioli in tasca riesce a berne cinque o sei. Alcol che è spesso robaccia: bevute insane di per sé perché a base di prodotti scadenti.
Telecamere nei bar? Controlli all’uscita? Adulti in incognito a controllare dietro ai banconi?
Se non è chiaro cosa, certo qualcosa deve essere fatto.
















