Ad un anno esatto dalla scomparsa in montagna di Marino Rabolini, che non è stato mai più ritrovato, alcuni familiari ed amici del CAI, Club Alpino italiano, di Legnano lo ricordano in queste ore con una nota ufficiale.
Marino Rabolini si è incamminato per la sua ultima ascesa l’11 luglio del 2025. Le tracce delle celle telefoniche lo hanno seguito fino alla cresta del Cravile di Val Sessera, poi più nulla.
Le ricerche febbrili dei giorni successivi non hanno dato esito. È stato pianto e ricordato in affollati eventi presso il CAI e la Biblioteca Civica di Legnano e il CAI di Varallo, si legge.
“Rammentare la sua figura è operazione complessa: Marino ha vissuto e attraversato il suo tempo su piani molteplici con passione, attenzione e profondità senza esibire personalismi ingombranti, dai quali rifuggiva con sapida ironia.
Nell’amministrazione cittadina aveva occupato – per oltre vent’anni e con rigore – il ruolo di dirigente dei servizi sociali, ricevendo da ognuno riconoscenza e rispetto per la serietà e la professionalità dimostrate. L’affetto e lo sgomento dei colleghi alla sua scomparsa sono stati la dimostrazione dell’umanità che aveva contraddistinto la sua opera, spesso strategica in alcune scelte di decentramento rimaste in eredità alla comunità.
Nella vita privata, l’indole curiosa l’aveva spinto fin da giovanissimo verso il cinema (partecipazione attiva nel direttivo del Cineforum) e la musica: ascoltata, meditata e compresa nel profondo.
Ricordano di lui l’amore per la montagna: “La montagna è il luogo in cui ogni angolo di bellezza è una meta da raggiungere e meritare con la fatica del passo, che i pascoli, i boschi, le fonti e le cime parlano il linguaggio della terra madre e i sentieri sono vene che pulsano.
A quella montagna Marino ha dedicato un amore durato tutta la vita, un’unione indissolubile che non conosceva gelosia e ne spingeva la condivisione. Aveva un nome per ogni cima, non per mero riferimento geografico, ma per passione e rispetto per i luoghi che attraversava, formulando un proprio rituale aborigeno nel cantare il proprio cammino lungo le vie del mondo”.
Il testo integrale del ricordo si può leggere nelle pagine del sito del CAI Legnano.




















