Non esiste un’età senza paura: la fragilità appartiene sia ai grandi, anche già genitori, sia ai bambini.
Ma proprio nella fragilità ci sono gli attimi più belli: sentirsi fragili è sinonimo di coraggio, vuol dire essere così forti da riuscire a mostrarsi per intero, senza filtri, con i vuoti alla luce, a pezzi, in cerca di qualcuno o qualcosa in grado di risanare, in cerca di un posto sicuro.
Lucia, la protagonista del romanzo “L’età fragile” di Donatella Di Pietrantonio, pubblicato dalla Casa Editrice Einaudi nel 2023, una notte di trent’anni fa si è salvata per caso.
Lei, dopo la separazione dal marito, vive nell’Appennino Abruzzese con il padre ormai vecchio. La vita cambia quando la figlia Amanda, per via del Covid, si trasferisce da Milano a casa della nonna, e lei capisce subito che sua figlia è cambiata.
Il padre che gli lascia in eredità un appezzamento di terra, chiamato Dente di Lupo, e il comportamento della figlia Amanda, spingono Lucia a fare i conti con un segreto del passato, che ha segnato per sempre la sua esistenza.
A far riunire Lucia ed Amanda sono i terreni del Dente di Lupo, dove sono stati trovati i corpi di due turiste violentate e Doralice, amica di Lucia, era scomparsa.
Qui Lucia ripercorre il suo rapporto con Doralice, fino al giorno del suo abbandono del paese, e scopre che anche Amanda ha lasciato l’università dopo aver vissuto l’esperienza di una rapina, che ha mandato in crisi le sue convinzioni, scoprendosi fragile.
Le riflessioni che si possono cogliere dalla lettura di questo romanzo sono profonde e muovono le corde delle emozioni.




















