La stessa autrice che aveva scritto “Fiori dalla cenere” nel 2025, con la casa editrice TEA, Kate Quinn scrive “Un diamante nella neve”, tradotto da Ricci A.
Ispirandosi alla vera storia di Ljudmila Pavlicenko, l’autrice dipinge il ritratto di una donna eccezionale, di una madre pronta a sacrificare tutto pur di garantire un futuro migliore al figlio, e grazie al suo coraggio cambia il corso della storia.
Il libro è un romanzo storico, ispirato alla storia vera di una grande eroina, ed offre una diversa narrazione sui conflitti bellici, mettendo in risalto il coraggio e la resilienza femminile. Kate Quinn è capace di dare vita a personaggi storici descrivendoli in modo appassionante.
Il romanzo è incentrato sui sacrifici e sulla forza delle donne durante la guerra, dimostrate affrontando le difficoltà durante il conflitto mondiale: la loro forza interiore gli ha permesso di superare circostanze estreme.
Mia si sposa con il miglior medico dell’Ucraina, membro del Partito, un uomo in carriera che abbandona moglie e figlio. Quelle poche volte che torna, prende con sé il piccolo Slavka, che ha solo cinque anni e si comporta come gli pare, portandolo al poligono e pretendendo che il bambino ci sappia fare, e sostenendo che non avrebbe preso nulla da lui dubitando addirittura di esserne il padre.
Il figlio si lamenta con la madre del fatto che il padre prova per lui soltanto odio, e lei lo rincuora dicendogli che lei per lui sarà madre e padre, e farà tutto quello che un uomo sa fare, compreso imparare a sparare, e il poligono diventerà un luogo familiare.
Così anche lei diventa una dei cecchini sovietici famosissimi, passando alla storia come lady Morte o lady Mezzanotte; arruolandosi per difendere la sua nazione dai tedeschi, diventa una spietata aguzzina, nutrendo una tenerezza infinita soltanto nei confronti del figlio.



















