Vite difficili in questa emergenza Covid-19

Le limitazioni alla libertà personale, imposte dal Governo per arginare la diffusione del Coronavirus, non devono far dimenticare che dietro alle abitazioni chiuse si celano a volte difficoltà reali e pesanti, da cui non si può fuggire.

E’ questa la riflessione, nonché l’allarme, che lanciano i centri anti-violenza, che evidenziano un calo di più del 50% delle chiamate.

Molte donne e minori purtroppo si ritrovano chiusi in casa con i propri aguzzini, e con grandi difficoltà a chiedere aiuto all’esterno, ma i momenti di convivenza forzata sono quelli nei quali si registrano le peggiori criticità.

I centri anti-violenza restano aperti giorno e notte, non si fermano, e non c’è alcuna restrizione per chi è in condizione di necessità e vuole raggiungerli, poiché si tratta di emergenze. Il numero da contattare è l’1522.

Un altro aspetto da non sottovalutare, è quello relativo ai portatori di handicap fisici ma soprattutto psichici, che in questo momento sono assistiti unicamente dalle loro famiglie, impossibilitate ad uscire. Le difficoltà per loro, nei confronti dei congiunti con disabilità, sono anche il semplice far capire di lavare spesso le mani, o tenere le persone tranquille nelle proprie abitazioni.

Silvia Ramilli

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