venerdì, 20 Maggio 2022

Vicenda Accam: Legnano si astiene al progetto per dare il via alla ristrutturazione aziendale

Legnano intende dare ad Accam ancora una possibilità per presentare un nuovo piano industriale. Questa la decisione portata dal sindaco Lorenzo Radice questa mattina, sabato 6 marzo, partecipando all’assemblea dei soci di Accam, astenendosi dal voto alla mozione presentata, per dare il via alla ristrutturazione aziendale.

“Il nostro voto è stato di astensione. Ho precisato di avere fortissime perplessità sulla possibilità di costruire nei quattordici giorni che ci separano dalla prossima assemblea un nuovo piano, ma anche che non avremo difficoltà a fare la nostra parte se saranno garantite alcune condizioni. Innanzitutto questo piano dovrà essere concepito in un’ottica di economia circolare e non dovrà limitarsi al salvataggio dell’esistente. Inoltre all’assemblea ho chiesto il rispetto di tre condizioni, che ho sintetizzato nella formula delle tre “t”: tutela degli investimenti da parte di Amga, terreno di Borsano disponibile per almeno 25 anni, tempo congruo per sviluppare il piano stesso, dato dall’accesso alla procedura del concordato in bianco. Se saranno rispettate queste condizioni Legnano non si tirerà indietro. Ribadisco, quindi, quanto affermato da diversi mesi a questa parte: a Legnano non interessa un progetto basato esclusivamente sull’incenerimento dei rifiuti; devono entrare in gioco altre forme alternative di riutilizzo e riciclo, secondo quello che la tecnologia può già offrire. Serve procedere a ridurre la componente da inviare all’inceneritore e aumentare la frazione da riciclare e riutilizzare. Per noi l’impianto di Borsano dovrà dunque essere profondamente rinnovato per continuare a operare e questo richiede tempi lunghi e investimenti ingenti. Il sindaco di Busto Arsizio ha ribadito in assemblea che l’inceneritore è l’unico strumento per rilanciare la società e che l’economia circolare è al di là da venire. Una posizione, questa, che, se confermata dal piano, per noi è inaccettabile, come stiamo dicendo ormai da quattro mesi”, il commento di Radice.  

La delibera dell’assemblea dei soci ha avuto il 70% dei voti a favore, tra cui quelli dei Comuni di Gallarate e Busto Arsizio. Hanno votato no i Comuni di Canegrate, Castano Primo e Rescaldina. Astenuti Legnano, Buscate, Cardano al Campo, Golasecca e Ferno.

Prossima seduta dell’assemblea il 20 marzo, quando AMGA e Agesp presenteranno il piano industriale per Accam.

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