lunedì, 22 Aprile 2024

VARESE – Maxi operazione dei Carabinieri contro il traffico di droga

(Foto da web)

E’ in corso, dalle prime luci dell’alba, una maxi operazione dei carabinieri di Varese, con il supporto dell’Arma locale e di tre unità cinofili dei carabinieri di Casatenovo (LC), Orio al Serio (BG) e Volpiano (TO) contro il traffico di sostanze stupefacenti.

Eseguite undici ordinanze di custodia cautelare emesse dall’Autorità Giudiziaria di Busto Arsizio (VA) e numerose perquisizioni nelle provincie di Varese, Milano e Novara. Sgominata un’intera banda di italiani e marocchini che – in concorso tra loro – si approvvigionavano di ingenti quantità di hashish e cocaina per immetterle sul mercato, per un volume di affari stimato pari a circa 120 mila euro al mese.

L’indagine, denominata “Alleanza”, coordinata dalla Procura della Repubblica di Busto Arsizio (VA) e condotta dai Carabinieri del Comando Provinciale di Varese, ha avuto origine nel mese di novembre del 2013, quando una pattuglia dei Carabinieri di Varese, nel transitare in abiti civili nella periferia di Busto Arsizio, ha assistito all’incontro tra un individuo di origini gelesi, vicino agli ambienti della “Stidda”, ed un pluripregiudicato calabrese, poi emigrato in Spagna e ritrovato morto il 28 marzo del 2015 nelle campagne di Isola Capo Rizzuto (KR), suo luogo di origine, colpito da diversi colpi d’arma da fuoco.

Ecco il video delle perquisizioni:

Da tale iniziale spunto, ipotizzando che alcuni soggetti considerati elementi di spicco nel mondo dello spaccio degli stupefacenti della Lombardia, seppur legati a realtà criminali di diverse provenienze geografiche, superando il concetto di “predominio territoriale” nonché l’apparente distanza del luogo di origine dell’organizzazione di appartenenza, stessero creando una sorta di “alleanza” per meglio garantirsi ingenti introiti dallo spaccio di sostanze stupefacenti nella provincia di Varese, gli investigatori sono riusciti a ricostruire l’intero organigramma dello spaccio bustocco e gallaratese, identificando sia gli importatori dei “pacchi” (dove per pacco si intendeva una quantità di hashish di circa 30 kg) – i quali per comprare la merce dal Nord Africa e dalla Spagna si avvalevano di fornitori marocchini (anche questi individuati ed assicurati alla giustizia) – sia gli acquirenti finali, che acquistavano chilogrammi di sostanza stupefacente, per poi rivenderla sul territorio in quantità più ridotte.

Nel corso dei mesi di indagini, che vedono coinvolte – a vario titolo – complessivamente 50 persone, tra cui i destinatari delle misure odierne, i carabinieri del Nucleo Investigativo di Varese, dopo aver decriptato il linguaggio cifrato usato per celare il vero oggetto delle conversazioni tra gli indagati (un vero e proprio codice in cui l’hashish, ad esempio, veniva chiamato ”Super”, ‘Lavazza”, ”Panini”, “Birre”, “Pacco” e – per indicare la sostanza di qualità migliore – “Telecomando”, mentre la “cocaina” – anch’essa spacciata dal sodalizio anche se in misura meno ingente – era chiamata “Bianca”,  distinguendola dalla “bionda”, che invece era riconducibile ad un altro tipo di hashish molto ricercato dai clienti) a seguito di numerosi servizi di osservazione, pedinamento e controllo, hanno arrestato in flagranza di reato 6 persone e sequestrato 20 kg di sostanza stupefacente, ricostruendo un giro di affari pari a circa 120 mila euro al mese.

Ecco, invece, un video dello scambio tra spacciatori:

 

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