“La messa in onda dell’intervista a uno dei responsabili della strage della Banda della Uno Bianca impone una riflessione seria sul ruolo del servizio pubblico e sul confine tra informazione e spettacolarizzazione del male.
Da appartenenti alle Forze dell’Ordine, e da rappresentanti di tanti colleghi che ogni giorno servono lo Stato con sacrificio e dignità, non possiamo nascondere sdegno e amarezza nel vedere concessa ampia ribalta mediatica a un soggetto che, ancora oggi, non ha mostrato alcun autentico segno di pentimento umano o morale”.
Inizia così un comunicato ufficiale diffuso nelle scorse ore dalla Segreteria Generale Provinciale SIAP Varese, il Sindacato italiano Appartenenti alla Polizia, a proposito di un’intervista ad uno dei responsabili della strage della Banda della Uno Bianca, trasmessa in tv sere fa nel corso di una nota trasmissione.
“Dietro quella freddezza agghiacciante non vi era alcuna elaborazione del male compiuto, ma soltanto il peso insopportabile delle ferite inflitte a famiglie, cittadini innocenti e servitori dello Stato barbaramente assassinati.
Le vittime della Uno Bianca meritano memoria, rispetto e verità. Non la trasformazione dei loro carnefici in fenomeni televisivi.
Al tempo stesso, non possono essere ignorati alcuni passaggi inquietanti emersi nel corso dell’intervista: riferimenti ambigui, allusioni e ombre che richiederebbero approfondimenti rigorosi e non suggestioni lasciate sospese per esigenze di audience. Il servizio pubblico dovrebbe avere il dovere morale di mettere al centro le vittime, non l’eco mediatica dei carnefici”.
















