lunedì, 26 Settembre 2022

Un telefono in ogni cella: l’appello di don David Maria Riboldi dal carcere di Busto Arsizio

Il carcere di Busto Arsizio (Foto da web)

Certo che una telefonata possa salvare la vita anche in carcere, o comunque dare speranza nei momenti più difficili per le persone recluse, il cappellano del carcere di Busto Arsizio, don David Maria Riboldi, ha pubblicato via social, nelle scorse ore, un appello rivolto al ministro della Giustizia, Marta Cartabia. La richiesta del sacerdote: dotare ogni cella di un telefono, come è già nel resto dei Paesi europei. Don Riboldi si rivolge anche a Renoldi, capo del Dipartimento dell’amministrazione delle carceri.

(Foto da FB)

Come sostiene Riboldi, concedere un telefono nelle celle significa aiutare a combattere l’isolamento e l’abbandono, che spesso portano chi sta scontando la sua pena a compiere gesti estremi.
“Nelle carceri italiane si sono tolte la vita 47 persone, in questo 2022. La solitudine, l’abbandono, la disperazione, urgono alla nostra coscienza risposte concrete. Non facili denunce, ma proposte per arginare l’oscurità, che troppo agilmente prende il sopravvento nelle persone recluse. Ministra la supplico: il telefono in cella, senza limiti di orari, era già una delle proposte della commissione Ruotolo, dello scorso dicembre. Ministra Cartabia: se non lei, chi? Se non ora, quando?”.

Non rimane che attendere quale effetto sortirà l’appello del cappellano.

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