domenica, 5 Febbraio 2023

Un ponte a Legnano intitolato al medico Franco Basaglia

E’ stato intitolato ieri mattina, domenica 9 ottobre, al medico Franco Basaglia, il ponte che collega piazza Ferrè all’edificio Cantoni, sul fiume Olona.

Numerso i cittadini che hanno partecipato alla cerimonia, e nelle parole del sindaco il suo significato: “Questa intitolazione è particolare perché cade il giorno prima della Giornata mondiale della Salute mentale, lunedì 10 ottobre, che quest’anno ha per tema “Salute Mentale in un mondo ineguale”. Particolare perché di solito si intitolano strade, piazze e giardini -come anche la nostra amministrazione ha fatto nei mesi scorsi e continuerà a fare. Oggi invece facciamo qualcosa di un po’ diverso: intitoliamo un elemento urbano, un ponte o -per essere più esatti un’altra particolarità- i tre ponti gemelli che scavalcano l’Olona, il nostro fiume, perché è particolare, anzi direi unica, la persona cui li intitoliamo, il dottor Franco Basaglia.

La nostra amministrazione ha voluto accogliere la proposta di un cittadino, il professor Claudio Pio Clemente. Se, infatti, un ponte collega quello che è separato, quello che è distante, quello che non comunica, Basaglia ha gettato un ponte fra le persone, fra quelle cosiddette normali e quelle cosiddette folli.
Basaglia è stato, con la sua battaglia per cambiare radicalmente l’ordinamento degli ospedali psichiatrici in Italia, un precursore di un valore sociale e politico di fondamentale importanza per chi amministra una comunità, piccola o grande che sia, l’inclusività. Per noi amministratori, oggi, inclusività significa pensare e realizzare, per le persone fragili, come gli anziani, i disabili, i bambini una città a loro misura, una città che risponda alle loro esigenze e non li penalizzi. È un percorso lungo, che si scontra con ostacoli di vario tipo, che richiede un cambio di paradigma culturale che può risultare complesso. Ma la battaglia che combatté Basaglia fu ancora più difficile, visto che lui voleva includere chi era stato ghettizzato perché considerato pazzo e, per questo, malato. Basaglia era convinto che a queste persone non servissero soltanto le cure, quelle mediche che erano loro prestate, ma servisse innanzitutto la cura, ossia l’espressione del rapporto più autentico fra ogni uomo e i suoi simili, l’attenzione empatica verso un altro che non doveva essere più percepito come un diverso. C’è un prima e un dopo Basaglia: prima ci sono i folli, poi questi folli cominciano a essere considerati persone. E questa lezione di Basaglia continua a essere terribilmente attuale e applicabile in ogni ambito della vita di tutti i giorni. Il mio augurio, allora, è che da oggi l’intitolazione a questo “strano” ponte faccia pensare a chi vi passerà che in questa città ognuno di noi, grande o piccolo che sia, diverso o strano che sia, nella sua vita, nella sua attività può costruire ponti con gli altri: ponti che rinforzano le relazioni, cancellano incomprensioni e solitudini e che, soprattutto, fanno di tanti individui singoli una vera comunità: dove ciascuno sa prendersi cura degli altri”.

(Nella foto con il sindaco Lorenzo Radice ci sono Claudio Clemente e il professor Bianconi).

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