Particolare e non inosservata la protesta che, un paio di giorni fa, è stata inscenata davanti alle vetrine del negozio Zara di corso Vittorio Emanuele II a Milano, da un gruppo di attiviste impegnate nella campagna “Abiti puliti”, in collaborazione con fondazione Finanza Etica.
Temi della manifestazione i salari troppo bassi dei lavoratori della nota catena di abbigliamento, molti dei quali lavorano in Bangladesh in condizioni limite, quindi lo sfruttamento e l’inquinamento, dati dall’impatto del trasporto delle merci dei marchi di moda e dagli scarti, del cosiddetto fenomeno della fast fashion.
L’evento si è svolto in contemporanea con la protesta organizzata a La Coruna, in Spagna, mentre si stava svolgendo l’incontro annuale di Inditex, la società che possiede anche il marchio Zara. Spunti di riflessione per tutti.


















