E’ successo nelle scorse ore a Milano: tredici agenti della Polizia Penitenziaria sono stati arrestati, ed altri otto sospesi dal servizio, poiché tutti accusati di maltrattamenti e torture nei confronti dei ragazzi reclusi nel carcere minorile Beccaria.
Le indagini sono partite nel 2022, i fatti risalgono al passato come, oltre alle violenze, anche una violenza sessuale di gruppo compiuta su un 17enne. Tracce cancellate, come sembra, di quasi tutti i reati, venuti alla luce un po’ alla volta, spesso durante i momenti di colloquio con i familiari e gli psicologi dell’istituto.
“Imperdonabile non essercene accorti”, dice il cappellano del Beccaria don Claudio Burgo, cogliendo l’occasione per chiedere al più presto la riforma del sistema carcerario. “I reati sono gravi e come tali dovranno essere puniti. Mi sento molto coinvolto perchè non ci siamo accorti di quanto stesse accadendo: mai colto alcun segnale”, commenta don Gino Rigoldi, che è stato cappellano del minorile anni fa.
In tanti d’accordo nel dire che il sistema detentivo attuale, così com’è, genera violenza.


















