giovedì, 11 Agosto 2022

Topi e macerie in un giardino a Legnano: privati chiedono l’aiuto del Comune

Il cortile della villa abbandonata

Il disagio lo sta vivendo ormai da anni, la famiglia Aprile di via Colli di Sant’Erasmo a Legnano, dove nel giardino privato della sua abitazione cadono macerie e fanno la tana i topi, provenienti da una villa abbandonata confinante.

Oggi la situazione è diventata insostenibile e Pasquale Aprile, il capofamiglia, ha deciso di raccontare come stanno le cose, chiedendo aiuto anche all’Amministrazione comunale.

La casa disabitata, il cui giardino confina con quello degli Aprile, sta cadendo in rovina, lasciata in uno stato di abbandono tale da essere invasa anche dai topi. I suoi proprietari, a quanto pare, sono tre eredi, residenti altrove, che non si decidono a vendere o a recuperare l’immobile, non garantendo al vicino nemmeno la sicurezza di una manutenzione periodica.

“Sono anni che viviamo questa situazione: la villa è abbandonata e ai proprietari non interessa mantenerne il decoro. Anni fa abbiamo dovuto denunciare le intrusioni nello stabile di gente che entrava e bivaccava, sporcando e accendendo fuochi. Oggi ci sono i sigilli all’ingresso, ma nel giardino incolto proliferano topi e insetti, che poi arrivano anche da noi”, spiega Aprile, che si dice stavolta intenzionato ad andare fino in fondo, per risolvere il suo disagio, provocato da qualcuno che non si fa scrupolo della sicurezza degli altri.

“Al Comune abbiamo già chiesto di intervenire e si è provveduto con lo sfalcio di alcuni cespugli e dell’erba alta, ma gli scarti arborei non sono stati rimossi, ed è rimasta una specie di giungla maleodorante, proprio poco oltre il nostro muro di cinta”.

Alla sporcizia e ai roditori che infestano l’area, si aggiunge la caduta di tegole e parti di muro di un edificio più basso, vale a dire il vecchio garage della villa che cade a pezzi anch’esso.

“So bene che il Comune non può intervenire nelle questioni tra privati, ma noi siamo cittadini di Legnano, stiamo alle regole, paghiamo le tasse, e abbiamo bisogno che qualcuno ci ascolti. Non ci sentiamo sicuri nella nostra casa: è possibile vivere così? Qualcuno ci indichi dove rivolgerci, perchè davvero non ne possiamo più di subire questo sopruso”.

L’ingresso della villa in via Bonvicino

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