Sono stati i voli in arrivo da Pechino, quindi da Hong Kong della compagnia Cathay Pacific, e uno da Shanghai dell’Air China, gli ultimi tre autorizzati ad atterrare all’aeroporto di Malpensa, dopo il blocco aereo da e per la Cina annunciato ieri dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte, per contrastare la diffusione del Coronavirus.
All’arrivo nell’aerostazione di Malpensa, come è stato fatto anche a Roma Fiumicino, tutti i passeggeri sono stati controllati tre volte: sull’aereo e quindi nei vari passaggi doganali prima di poter lasciare l’area.
In nessuno di loro sono stati riscontrati i sintomi del Coronavirus.
I due turisti cinesi colpiti dal virus e ricoverati all’ospedale Spallanzani di Roma, sono arrivati a Malpensa nei giorni scorsi ma non si sono fermati a Milano, come ha accertato e fatto sapere l’assessore al Welfare regionale Giulio Gallera.
Le difficoltà maggiori per la comunità cinese, che anche in Lombardia non riguardano alcuna emergenza sanitaria, sono piuttosto relative al clima di diffidenza che sta avvolgendo tutto quanto è cinese.
In calo filo a oltre il 50% l’attività dei ristoranti cinesi e dei negozi. Diffidenza e paura che sono state raccontate a Milano da Francesco Wu, imprenditore di Legnano, referente in Confcommercio Milano per l’imprenditoria straniera e presidente onorario dell’Unione Imprenditori Italia-Cina, nel corso di una recente intervista della RAI.

Lo stesso sta raccogliendo le segnalazioni di amici e colleghi cinesi, e di tante persone che a Milano si sono viste rifiutare l’accesso ai taxi. Paura nelle scuole da parte dei genitori che temono la vicinanza dei propri figli con compagni cinesi. Come sottolineato da più enti e soggetti, è necessario bloccare sul nascere ogni forma di discriminazione legata al Coronavirus.



















