La situazione è sotto gli occhi di tutti: le spiagge italiane in questi mesi estivi non sono affollate come sempre, anzi, pare proprio che i vacanzieri sianmo perlopiù quelli del fine settimana, mentre nei giorni feriali mancano le presenze “vere”, quelle registrate in passato.
Il calo medio delle presenze si attesterebbe tra il 20 e il 30 %, negli stabilimenti balneari. Secondo gli operatori del settore, hanno subito una brusca frenata anche i servizi che ruotano attorno alle spiagge, come i bar, i ristoranti e il noleggio di lettini ed ombrelloni.
Le associazioni dei consumatori denunciano i prezzi alle stelle degli stabilmenti: come riferito dall’Unione Consumatori, il costo di stabilimenti balneari, piscine e palestre a luglio è aumentato in poche settimane del 3,7%.
Ma tanto sta facendo anche l’impoverimento generalizzato delle famiglie italiane, con un potere di acquisto sempre più limitato.
Se è vero che in tanti stanno scegliendo di trascorrere le vacanze in montagna, anziché al mare, è anche vero che il periodo è caratterizzato da una profonda quanto diffusa incertezza economica.



















