sabato, 28 Gennaio 2023

Spaccio nei boschi di Cugliate Fabiasco: adesso ne rispondono due magrebini

Non si ferma l’attività dei carabinieri della Compagnia di Luino, impegnati da tempo a contrastare lo spaccio di sostanze stupefacenti nelle aree boschive della Valcuvia, della Valganna e della Valmarchirolo. Così giovedì scorso i militari del Nucleo Operativo e Radiomobile, coadiuvati nella fase esecutiva dai colleghi delle Stazioni di Cuvio, Laveno Mombello e Luino, durante l’ennesimo servizio di osservazione nei boschi dello spaccio, hanno individuato due uomini, entrambi nord africani, intenti a servire i loro clienti in via Fabi, nel Comune di Cugliate Fabiasco, in una località conosciuta come “ la rete verde” per la presenza di una vecchia ed obsoleta recinzione che costeggia la provinciale che collega Cugliate e Montegrino Valtravaglia.

Come spiegato in una nota, i militari sono rimasti per diverse ore fermi e mimetizzati nel bosco, per documentare il via vai delle auto dei tossicodipendenti che raggiungevano il luogo di spaccio, e per attendere il momento propizio per intervenire, che ha consentito di fermare i due extracomunitari.

Una volta bloccati, i due uomini sono stati trovati in possesso di quasi due etti di sostanze stupefacenti tra cocaina, eroina ed hashish, circa 5mila euro in contanti, provento dell’attività di spaccio, 200 franchi svizzeri, tre telefoni cellulari, un bilancino di precisione e tutto il materiale per il confezionamento della sostanza stupefacente. Nel corso del servizio sono anche stati sanzionati tre acquirenti.

Ancora una volta determinanti sono state le segnalazioni giunte nei giorni precedenti dai cittadini ma, in particolare, dai cacciatori che, durante le battute di caccia, individuano e segnalano ai Carabinieri i bivacchi degli spacciatori, consentendo ai militari di monitorare il flusso sospetto dei malintenzionati. Nell’area boschiva sono stati rinvenuti anche accessori utili per il bivacco notturno e diurno degli spacciatori arrestati.

I due fermati sono due marocchini, clandestini e già censiti sul territorio, che sono stati accompagnati negli uffici del Comando di Luino per le operazioni di fotosegnalamento e la successiva traduzione presso il carcere dei Miogni di Varese.

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