lunedì, 17 Giugno 2024

Sostituivano in pochi minuti le centraline motore: ecco come operava la banda dei furgoni

(Immagine di repertorio)

Sono state arrestate nelle scorse ore dalla Compagnia Carabinieri di Corsico sei persone, cinque italiani ed un albanese, tra i 29 ed i 58 anni, tutti pregiudicati e residenti in provincia di Milano, ritenuti responsabili del reato di furto aggravato, commesso tra il capoluogo lombardo e Monza Brianza.

Il provvedimento scaturisce dall’attività investigativa avviata nel settembre 2020 dalle Stazioni Carabinieri di Settimo Milanese e Cornaredo, in seguito all’individuazione degli autori del furto di un furgone. Come spiegato dall’Arma, dalle indagini, condotte anche mediante attività tecniche, si è accertatoche il gruppo criminale aveva due diversi modus operandi: nella maggior parte dei casi riusciva, in pochi minuti, a sostituire la centralina motore originale con una decodificata dai veicoli regolarmente parcheggiati; in altre occasioni asportava i veicoli dall’interno di aziende ed in orario di lavoro, approfittando del fatto che gli autisti, durante le consegne, lasciavano a bordo le chiavi di accensione.

Agli arrestati sono stati contestati quattordici episodi di furto di sedici furgoni e di un’autovettura quasi tutti commessi a Milano, nelle zone tra Quinto Romano e Baggio, per un valore complessivo di circa 1 milione di euro.

Nel corso delle indagini, nel mese di marzo 2021, gli operanti avevano rinvenuto in un capannone di Rosate, quattro furgoni, tutti prototipi non ancora immatricolati, rubati pochi giorni prima all’interno di un’azienda di Assago. Ulteriore riscontro alle indagini è stato reso possibile grazie all’arresto di tre soggetti colti in flagranza del reato di riciclaggio all’interno di un capannone sito nel quartiere di Quinto Romano, che si è accertato fosse il centro di smontaggio dei veicoli rubati dal gruppo criminale e dove sarebbero entrati e mai usciti, oltre 35 veicoli tutti provento di furto.

Tre degli arrestati sono stati portati in carcere a San Vittore, mentre gli altri sono stati posti agli arresti domiciliari.

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