lunedì, 27 Maggio 2024

Siccità in Lombardia: in pericolo l’agricoltura e la tenuta delle campagne

(Foto da web)

E’ di nuovo allarme dalla Coldiretti Lombardia per lo stato di siccità che attanaglia il Nord del Paese. Come si legge in una nota diffusa nelle scorse ore: per l’assenza di pioggia e neve in Lombardia mancano all’appello quasi 3 miliardi di metri cubi di acqua, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, pari al 56,8% in meno rispetto al quantitativo medio delle riserve idriche.

Una situazione che mette in serio pericolo le produzioni nelle campagne dove le coltivazioni seminate in autunno come orzo, frumento e loietto, iniziano ora la fase di accrescimento che rischia di essere compromessa dalla siccità. Ma a preoccupare è anche lo sviluppo dei prati destinati all’alimentazione degli animali perché se le condizioni di secca dovessero continuare, gli agricoltori saranno costretti a intervenire con le irrigazioni di soccorso dove sarà possibile. Dall’altra parte nei prossimi giorni partiranno le lavorazioni per la semina del mais, ma con i terreni aridi e duri le operazioni potrebbero essere più che problematiche”, spiega Paolo Carra, vice presidente di Coldiretti Lombardia.

Il fiume Po in secca al Ponte della Becca è sceso a -3,23 metri, più basso che a Ferragosto ed è rappresentativo della situazione di sofferenza in cui versano tutti i principali corsi d’acqua al Nord come d’estate ma anomalie si vedono anche nei grandi laghi che hanno percentuali di riempimento che vanno dal 6% di quello di Como al 31% del Maggiore, secondo il monitoraggio della Coldiretti.

In questo scenario di calamità, secondo Coldiretti devono essere rivisti i termini per l’applicazione del deflusso ecologico, che si vuole introdurre in Lombardia. Pensato per raggiungere obiettivi ambientali stabiliti nelle direttive europee, così come è stato definito non tiene in dovuta considerazione i cambiamenti climatici, con gli effetti della tendenza alla tropicalizzazione che si stanno verificando sui nostri territori. Se venisse applicato senza gli opportuni aggiustamenti rischierebbe di compromettere il regolare lavoro nelle campagne con conseguenze negative sia sulla produzione di cibo, sia sugli stessi risultati che si prefigge di ottenere.

Senza acqua non soltanto non ci può essere produzione di cibo, ma si andrebbe incontro all’abbandono delle campagne con impatti negativi a livello paesaggistico, di presidio del territorio e di prevenzione contro fenomeni di dissesto.

Condividi:

Facebook
Twitter
LinkedIn
Email
WhatsApp
Telegram

ULTIME NEWS

LE PIÙ LETTE

ARTICOLI CORRELATI