giovedì, 27 Gennaio 2022

Si chiama grafene e nei filati riduce la carica del Covid-19 del 99%

Le nuove frontiere contro il Coronavirus passano anche dai tessuti e dai filati che, sempre più tecnici, permettono di contrastare anche l’aggressione dei virus.

Succede alla Technow, azienda tessile svizzera fondata anche da imprenditori italiani, che recentemente ha ottenuto una certificazione antivirale specifica per i suoi tessuti a base di grafene, contro il Covid-19 (SARS-CoV2).

Come si legge in una nota, il grafene all’interno del filato rimuove la carica virale del 99%. E grazie al progetto “Graphene Inside the Future”, Technow ha ottenuto la certificazione antivirale per il suo tessuto a base di grafene, con particolare attenzione al virus Covid-19 (SARS-CoV2). Il tessuto è stato sviluppato con l’estrusione di grafene durante la fase di produzione del filato, a dimostrazione dell’azione antivirale del materiale. I tessuti sviluppati con l’aggiunta di grafene sono in grado di uccidere il virus depositato su di essi e garantiscono protezione contro la sua trasmissione e contaminazione.

Alla certificazione internazionale la Technow è arrivata dopo l’esecuzione di un particolare test, eseguito in uno dei pochi laboratori in Europa in grado di farlo, a Londra. La prova è stata eseguita su un campione di tessuto di maglia, facilmente utilizzabile nell’abbigliamento, per il 90% composto da rayon, con un 2,5% di grafene e un 10% di elastomero. Il test è stato eseguito in conformità allo standard di certificazione ISO 18184: 2019, inoculando il virus, in questo caso il Covid-19, nel tessuto e verificandone la sopravvivenza dopo due ore. Il risultato è stato sorprendente: il tessuto ha superato il test con una riduzione della carica virale del 98,83%.

“Il grafene è un materiale di recente scoperta costituito da un singolo strato di atomi di carbonio che ha caratteristiche fisiche incredibili. Dopo numerose sperimentazioni siamo riusciti ad inserire una percentuale di grafene direttamente nel filato, combinando le comprovate caratteristiche termiche con quelle antivirali e cercando di soddisfare le nuove esigenze tessili, che sono insorte a seguito della pandemia. Questo risultato è stato ottenuto mediante la sola aggiunta del grafene al filato evitando l’utilizzo dei tradizionali trattamenti chimici per conferire proprietà antibatteriche ai tessuti”, spiega Francesco Lazzati, tra i fondatori di Technow e terza generazione di una famiglia di imprenditori italiani impegnati da oltre 60 anni in campo tessile.

Il risultato del test ha già permesso di avviare la collaborazione dell’azienda con altre specializzate, per la produzione dei primi tessuti anti virali.

“Una prima ipotesi di utilizzo è quella delle mascherine: il tessuto potrebbe essere il “guscio” all’interno del quale inserire dei filtri; sarebbe poi sufficiente sostituire questi ultimi per avere sempre un dispositivo di protezione di elevata efficacia. Ma è ipotizzabile anche utilizzarlo per farne delle sciarpe o i baveri delle giacche. E, visto che è il filato ad avere la base grafenica antivirale, sarebbe possibile ottenere anche dei tessuti per arredo o, banalmente, per le coperture dei sedili dei veicoli”, aggiunge Lazzati.

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