La Guardia di finanza di Bologna, Roma e Napoli ha intercettato ed arrestato otto persone, considerate parte di un’associazione a delinquere che vendeva carburante in Italia, importato dalla Slovenia e dalla Croazia, sottocosto senza versare l’IVA. Cinque soggetti sono stati portati in carcere, tre posti all’obbligo della Polizia giudiziaria, mentre sono stati sequestrati beni per poco meno di 300 milioni di euro, intestati ad una sessantina di persone e a tredici imprese.
La maxi frode, che aveva come scopo principale l’evasione delle tasse previste, si basava sulla compiacenza di una quarantina di società, con sedi in Lombardia e Campania, che avrebbero fatturato operazioni inesistenti, per più di 1 miliardo di euro, realizzando così un’evasione dell’IVA di circa 260 milioni. Una parte dei proventi, circa 35mila euro, secondo la Guardia di finanza è stata diversamente riciclata, per entrare poi nelle disponibilità dei capi banda.
La maggior parte del carburante importato era stoccato a Rovigo, in una società con sede fiscale a Magenta, nel Milanese.
L’operazione che ha portato alla luce la frode è stata condotta dai Nuclei di Polizia Economico-Finanziaria di Verbania, Rovigo, Roma, Napoli e Caserta, in collaborazione con il Servizio Centrale Investigazione Criminalità Organizzata e con il II Gruppo Napoli.
















