mercoledì, 28 Febbraio 2024

Sequestrati 5 milioni di mascherine in un deposito clandestino a Milano

E’ successo nelle scorse ore a Milano: i militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza coordinati dalla Procura della Repubblica, hanno scoperto una maxi frode in commercio perpetrata da una cittadina cinese, trovata in possesso di un ingente quantitativo di mascherine, del tipo chirurgico, quindi FFP1, FFP2 e FFP3, nonché di altri dispositivi medici, stoccati in un deposito clandestino, affittato “in nero” da un cittadino italiano, in pieno centro a Milano, vicino alla Stazione Centrale.

Come si legge in una nota, le indagini, condotte dai Finanzieri del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Milano, hanno permesso di accertare che la donna, nullatenente e priva di impiego, faceva accedere al magazzino e cedeva scatoloni contenenti mascherine a diversi soggetti, uno dei quali nel corso della perquisizione della Gdf, ha esibito ai militari un documento di trasporto recante quale destinataria della merce una società che non esiste più dal 2018.

La mancanza di documentazione giustificativa della legittima provenienza di tali dispositivi di protezione individuale, destinati a garantire la sicurezza degli utilizzatori e la salute pubblica, oltre all’assenza delle certificazioni di conformità agli standard di sicurezza previsti dalla legislazione europea e di qualsiasi altra autorizzazione sostitutiva, hanno determinato il sequestro di 5 milioni di mascherine, oltre a circa 2 milioni di dispositivi medici (termometri e saturimetri). La cittadina cinese è stata denunciata per ricettazione e frode in commercio.

“L’operazione rientra nella costante azione di contrasto delle Fiamme Gialle ai traffici illeciti, con particolare riguardo, in questo momento, a quelli legati all’emergenza epidemica in corso, al fine di tutelare sia i consumatori, sia gli operatori economici onesti, che agiscono nel rispetto delle regole, commercializzando merci dalle caratteristiche qualitative certe e rispondenti alle norme previste a tutela della salute pubblica”, come spiegato dalla Gdf.

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